AVIS REGIONALE CAMPANIA
Sono
lieto di rivolgere a tutti voi il più cordiale saluto a nome della delegazione Campania e di tutti i donatori che essi rappresentano.
Sono
molti, noi compresi, quelli che rimpiangono le vecchie assemblee nazionali che, organizzate anno per anno nelle diverse regioni d’Italia, servivano,
fra l’altro, anche ad arricchirci di conoscenze, di esperienze e di umanità.
Tuttavia
il rammarico si riduce alla idea che ad ospitarci, negli ultimi anni, sia la straordinaria gente di Romagna. Ad essa e alla splendida cittadina di
Riccione vada il nostro ringraziamento per il loro tradizionale senso di ospitalità.
Pur
con qualche considerazione che non mancheremo di evidenziare nel corso di questa nostra breve relazione, la Regione Campania esprime il suo voto
favorevole alla relazione morale del Presidente, nonché al bilancio consuntivo.
Analogo voto favorevole esprime sulla
proposta avanzata dall’amministratore regionale all’acquisto indiretto della nuova sede tramite AVIS Service.
Ma
prima di addentrarci nel merito, riteniamo giusto soffermarci brevemente sulla nostra situazione regionale.
Se
la bontà di un anno associativo la si giudica soltanto dal numero di adesioni e dal numero di donazioni effettuate dai nostri soci, allora possiamo
tranquillamente affermare che per l’AVIS Campania il 2002 e’ stato certamente un anno positivo.
Siamo
nettamente migliorati come numero di soci e come numero di donazioni, tant’e’ che nel giro di un anno i nostri Soci sono passati da 23.559 a
24.389, le nostre donazioni da 23.153 a 32.290.
Fui
facile profeta quando all’Assemblea di Bellaria ebbi a dire che avevamo ampi margini di miglioramento. Nè credo di peccare di presunzione se
continuo ad essere ottimista per i risultati che potremo raggiungere quest’anno.
La
considerazione, poi, che una piccola sezione della provincia di Caserta, in piena Assemblea Nazionale, venga pubblicamente encomiata per lo
straordinario risultato ottenuto nella campagna pro Telethon del 2002, se da un lato ci inorgoglisce, dall'altro ci fa pensare a quanta generosità si
annida nell’animo della nostra gente e su quale tesoro di umanità possiamo contare nella nostra regione.
Mi
verrebbe da dire che gli anni bui all’AVIS Regionale Campania sono definitivamente alle nostre spalle: Purtroppo non e’ così.
Al
momento in cui stiliamo questa nostra breve relazione non sappiamo se nel corso dell’Assemblea ci verranno comunicati fatti nuovi in relazione alle
proposte di modifica della Legge 107/90 e al Decreto di aggiornamento dei rimborsi, fermi, almeno per noi, al lontano 1996.
Il
messaggio pervenutoci ieri dall’On. Tomassini prima, poi l’apprezzato intervento del Sen. Mascioni che non perde occasione per dimostrarsi amico
sincero dell’AVIS, ci fanno pensare che forse siamo davvero vicini alla fine di questo travagliato iter legislativo.
Noi
piu’ di tanti altri non possiamo che gioire di fronte a tale evenienza perchè ancora oggi i problemi connessi con i disciolti Centri Trasfusionali
che per anni hanno messo in ginocchio l’AVIS Campania, continua ad essere irrisolti.
Auspichiamo
che la legge sostitutiva della 107/90 possa fare ulteriore chiarezza sugli stati patrimoniali dei disciolti centri trasfusionali, possa inserire in
maniera definitiva e qualificante nella sanità pubblica il personale che in tali centri ha operato e ne possa risolvere in maniera chiara ed
inequivocabile la posizione contributiva e previdenziale.
Altro
problema che ci sta particolarmente a cuore e’ il decreto di aggiornamento delle tariffe di rimborsi fermi, almeno per noi, al lontano 1996.
Oltre
tutto sembra che tale decreto vuole essere il primo esempio di applicazione della tanto decantata o temuta (dipende dai punti di vista) devolution di
Bossi per cui in alcune regioni trova piena applicazione, in altre parziali applicazioni , in altre ancora e noi siamo fra queste diventa impossibile
il solo parlarne.
Abbiamo
apprezzato e condividiamo appieno quanto nel merito ha detto il Presidente Tieghi nella sua relazione.
Noi
diremo qualcosa di più.
Caro
Presidente Nazionale, amici del Direttivo e dell’Esecutivo Nazionale, nelle nostre campagne promozionali tutti noi ci riempiamo la bocca con termini
quali solidarietà e comprensione verso i più deboli.
Non
credete che solidarietà e’ anche battersi al livello istituzionale come e più di quanto non sia stato fatto sin ora per queste regioni meno
fortunate, mettendo da parte gli egoismi di chi ha attenuto ciò che ad altri negato?
E
non vi sembra illogico ed ingiusto che il sangue donato a Milano o a Bologna debba avere un valore diverso da quello donato a Napoli o a Canicatti?
Domenica
mattina l’Amministratore Nazionale, di cui mi onoro di essere amico personale, chiederà all’Assemblea l’adeguamento del contributo associativo
per l’AVIS Nazionale passandolo da 0,85 Euro a 1,00 Euro per donatore.
Noi
comprendiamo le motivazioni che spingono l’amico Cicerchia a chiedere a tutti noi tale sacrificio. E sappiamo che l’onere economico conseguente
all’acquisto della nuova sede e’ tale da giustificare tale richiesta.
Ma
noi voteremo no all’adeguamento della quota associativa fino a quando le nuove tariffe dei rimborsi non saranno riconosciute uniformemente a tutte
le regioni d’Italia.
Quanto
alla relazione associativa ci piace sottolineare il nostro apprezzamento per l’impegno promozionale che AVIS sta assumendo, specie nelle campagne
donazionali estive; tuttavia lamentiamo la mancanza di adeguati spot televisivi sulle reti nazionali i cui effetti sono certamente più incisivi dei
pur apprezzabili manifesti degli ultimi tempi; apprezziamo la nuova politica sanitaria dell’Associazione che deve necessariamente adeguarsi alla
continua evoluzione della medicina trasfusionale.
Ma
caro Marcianò, sei proprio convinto dall’attendibilità dei dati dati comunicati dall’EURISPES? Tu sai che anche io sono medico direttore di un
Centro Trasfusionale che vive quotidianamanente a contatto con medici ospedalieri e non.
Personalmente
credo che il rapporto fra medici che conoscono gli elementi basilari della medicina trasfusionale che si impegnano nella soluzione dei problemi ad
essa connessi rispetto agli altri e’ invertito: solo il 20% e’ cosciente dei problemi trasfusionali, l’80% vive nel più completo disinteresse.
Trovo
pertanto lodevolissima l’iniziativa intrapresa da te e AVIS Nazionale nel coinvolgere l’Ordine dei Medici, il suo Presidente Nazionale (oltretutto
napoletano) e il loro organo ufficiale di informazione per una campagna educativa sulla materia.
Ci
piace infine ringraziare pubblicamente Alberto Cicerone per l’impegno che sta profondendo nel rapporto AVIS Forze Armate.
Se
anche noi in Campania cominciamo ad ottenere qualche risultato in merito lo dobbiamo fondamentalmente alla sua prestante azione e alla sua ostinata
perspicacia.
Poche
considerazioni sul nuovo Statuto Associativo non ci sembra che nelle modifiche apportate nel corso di quest’ultimo anno abbiano stravolto quella
proposta di statuto che ha già visto il nostro voto favorevole nell’Assemblea 2002.
Ma
come un anno fa, pur riconoscendo la necessità di un nuovo statuto e le motivazioni di ordine giuridico che lo impongono, non possiamo esimerci dal
manifestare il senso della nostra amarezza di fronte al rischio di trovarci in AVIS diversa da quella che abbiamo conosciuto ed amato, per la quale ci
siamo impegnati con tutte le nostre forze ed alla quale abbiamo dedicato la gran parte della nostra vita.
Non
ci piace l’idea della Associazione di Associazioni, non ci piace il contenuto di iscrizione di ciascun socio, non ci piace l’eccessiva autonomia
delle sezioni di base, non riusciamo a comprendere appieno il ruolo e la funzione degli organismi intermedi.
Riteniamo,
tuttavia, di dover ribadire il nostro voto favorevole.
Dura
lex, sed lex. E dobbiamo adeguarci, anche se con rammarico.
Vi ringrazio per l’attenzione.