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Parlano di noi” …dalla Calabria
02.07.2004

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Pubblichiamo per intero l’articolo apparso martedì 29 giugno 2004 sulla GAZZETTA DEL Sud dal titolo: “NEL MONDO DEL VOLONTARIATO”
E’ a firma di una giornalista che dedica sempre molto spazio alle notizie avisine: Cristina Cortese.
“Nel mondo del Volontariato”- Progetto di legge di Giovanni Nucera a sostegno dell’Avis. Il punto della situazione con il dott. Paolo Marcianò

Obiettivo: una coscienza trasfusionale

Cresce l’attenzione sul sangue, sempre più farmaco salvavita. Mentre da poco si sono spenti i riflettori sulla Giornata mondiale del donatore del sangue, dove una serie di manifestazioni, soprattutto nel nostro Paese, hanno confermato quanto sentita sia la necessità di reperire questo prezioso liquido, a sostegno dell’ Associazione volontari italiani del sangue, arriva un progetto di legge del capogruppo dell’Udc alla Regione, Giovanni Nucera.
L’esponente del Centrodestra spiega: «Rafforzando l’attività sociale dell’Avis, intendiamo promuovere l’informazione e l’educazione al dono del sangue e sensibilizzare nei cittadini una coscienza trasfusionale.
Questo, anche in attuazione del Piano sanitario nazionale 2003–2005, dove uno degli obiettivi prefissati è il miglioramento della medicina trasfusionale, le cui attività sono parte integrante dei livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale».
C’è una ragione in più per cui queste azioni trovano posto nel nuovo programma sanitario. Rilancia Nucera: «Il numero di donazioni di sangue in Italia per coprire il fabbisogno è ancora insufficiente e questo accentua notevoli differenze tra regioni autosufficienti e regioni (come la Calabria) che non lo sono.
È un fenomeno che, specialmente durante il periodo estivo, diventa critico».
Nasce da qui «la necessità di avviare un grande progetto di impegno civile e solidarietà al fine di consentire per i prossimi anni, alla Medicina e Chirurgia del Paese la necessaria disponibilità di sangue per offrire garanzie a tutti i malati che avranno bisogno di terapia trasfusionale».
«Rafforzare l’attività dell’Avis – conclude Nucera – è la strada maestra per raggiungere gli obiettivi indicati, visto che questa associazione fonda la sua attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia e della partecipazione sociale e sul volontariato quale elemento centrale e strumento insostituibile di solidarietà umana». Veniamo al progetto di legge.
Cinque gli articoli che disciplinano le procedure d’intervento regionale a favore dell’Avis, per promuovere l’informazione e l’educazione al dono del sangue e l’educazione alla salute della popolazione con interventi a livello regionale e locale; sviluppare la coscienza trasfusionale; aderire al programma nazionale per il raggiungimento dell’autosufficienza ematica come stabilito nella legge 107/90 e secondo le direttive e raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, della Cee e del Consiglio d’Europa.
L’iniziativa legislativa di Nucera, in che contesto si colloca? Risponde il dott. Paolo Marcianò, responsabile nazionale delle politiche sanitarie dell’Avis.
Esordisce così: «La nostra terra calabrese è passata in pochi anni, grazie al rapido espandersi della nostra associazione, da luogo di grande carenza, in cui non passava sera che non venisse lanciato, attraverso le televisioni locali, un appello per la ricerca di sangue, all’attuale dimensione di quasi autosufficienza con uno scambio interno tra Province che vede Catanzaro e le altre città con molte donazioni di sangue intero e Reggio con tante donazioni in aferesi, proprio a significare la vocazione del territorio in rapporto alla specializzazione dei propri Ospedali».

Quali le esigenze più avvertite?
«I problemi di oggi sono legati alla necessità di andare più avanti sulla scia dei risultati ottenuti finora. Non si tratta di una impresa semplice, perché l’autosufficienza non è una conquista che si ottiene una volta per tutte, è, invece, un fattore dinamico che si deve rincorrere sempre, essendo legata a cause molto variabili che vanno, per esempio, dalla migrazione sanitaria, all’invecchiamento della popolazione, alla cultura del buon uso del sangue».
Continua Marcianò: «Se questa è la condizione di partenza, l’informatizzazione del servizio trasfusionale regionale è comunque la prima priorità da affrontare se vogliamo spostare le unità raccolte in tempo reale senza sciupare risorse umane e tecnologiche. In secondo luogo, è importante la valorizzazione del volontariato dell’Avis in maniera uniforme su tutto il territorio con l’affidamento della gestione della raccolta stessa di emocomponenti e di plasma nei centri di raccolta associativi e nelle unità mobili.
La presenza di una rete così estesa di volontari (16.000) donatori con oltre cento sezioni garantisce una forte rappresentatività per raggiungere obiettivi assistenziali ed economici per ogni azienda.
Basta considerare l’enorme ritorno economico per la sanità calabrese con lo sviluppo di maggiori donazioni di plasma da versare all’industria per avere un ritorno in emoderivati, per i quali si spendono milioni di euro ogni anno nei nostri Ospedali».

Un fattore che forse non è considerato nella giusta dimensione, ma che, invece, è sempre più prezioso è la formazione. Cosa ne pensa?
«Sono perfettamente d’accordo. Una spinta molto forte deve essere data alla “cenerentola” del sistema, cioè la formazione che rappresenta il più grande investimento per tutta la sanità regionale.
La scomparsa di fatto dell’attività dei Comitati per il buon uso del sangue ha creato una caduta di qualità che non ci possiamo permettere.
Il rilancio dei Cbus si impone, non perché dettato dalla legge tuttora in vigore, ma per l’alto valore che esso può dare all’efficienza dell’intero percorso del sangue».
In questo quadro di dinamismo e di evoluzione, l’Avis ha fatto un passaggio significativo, approvando il nuovo Statuto.
«Ci siamo dati, in Calabria, così come ha fatto il resto del paese, nuove regole e nuove strutture per essere più rispondenti alle nuove esigenze sanitarie. Alle istituzioni il compito di affidare all’Avis i ruoli e le funzioni che a loro giudizio sono considerati più urgenti e necessari per il benessere e la sicurezza dei cittadini, e in questa direzione la legge proposta dell’on.
Giovanni Nucera può essere utile alla modernizzazione del sistema trasfusionale calabrese, come già avvenuto in altre regioni italiane»

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