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Parlano di noi 2
24.03.2005

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Pubblichiamo l’articolo apparso il 23.3.2005 sulla Gazzetta del Sud a firma di Valeria Malara.
Presentato il “Registro nazionale dei gemelli”
Nasce una stretta collaborazione tra Avis e Istituto Superiore di Sanità per dare corpo al “Registro Nazionale Gemelli”. Un’iniziativa utile alla raccolta di dati socio-sanitari e genetici, anonimi, da coppie di gemelli, per capire come geni e ambiente interagiscono nella salute delle persone. Il progetto è stato presentato all’auditorium S. Paolo da Paolo Marcianò consigliere nazionale Avis e Tiziana Romeo consigliere regionale. A marzo scorso, 400 gemelli avevano già scelto di partecipare al Registro, e il loro numero è in continua crescita. Il “Registro Nazionale Gemelli” è approvato dal Comitato etico dell’Istituto Superiore di Sanità ed è finanziato dal Ministero della Salute. Tra gli ospiti, direttamente da Roma, le dottoresse Maria Antonietta Stazi e Lorenza Nisticò. «I gemelli sono fondamentali per chiarire quali fattori ambientali, genetici e abitudini di vita influenzano le condizioni di salute e le caratteristiche umane (es. l’altezza e il peso). Ecco perché chiediamo la collaborazione, preziosa per migliorare la comprensione dei meccanismi biologici e la prevenzione di alcune malattie». Ha sottolineato Maria Antonietta Stazi, responsabile scientifico del progetto, aggiungendo: «Nella prima fase si raccolgono i dati anagrafici e socio-demografici dei gemelli e della loro famiglia attraverso la compilazione di un questionario. Nella seconda fase saranno avviati studi specifici per conoscere il contributo dei fattori ambientali, genetici e delle abitudini di vita su alcune condizioni di salute». Durante l’assemblea provinciale Avis la dottoressa Lorenza Nisticò ha chiarito tecnicamente le finalità del progetto. «Le coppie di gemelli sono un sistema naturale per stimare il ruolo che i fattori genetici e ambientali giocano sulla persona, nel determinare le caratteristiche del fisico, del comportamento, dello stato di salute. I gemelli identici (monozigoti) hanno geni uguali. I gemelli non identici (dizigoti) hanno geni per metà diversi, proprio come le comuni coppie di fratelli o sorelle. Tutti i gemelli che crescono insieme spesso condividono, alla stessa età, le stesse condizioni ambientali, come l’alimentazione, il clima, le infezioni, l’inquinamento. Dal confronto delle differenze e somiglianze tra monozigoti e dizigoti è possibile stimare l’effetto del corredo genetico ereditario e dell’ambiente sulle caratteristiche somatiche, psicologiche della salute». Saranno utili i dati di tutte le coppie di gemelli, identici e non, di tutte le fasce d’età. Per esempio, lo studio del profilo genetico dei gemelli ultranovantenni potrà aiutare a mettere a fuoco le componenti ereditarie e quelle legate all’ambiente esterno (come sedentarietà, alimentazione, fumo) che influenzano l’invecchiamento e la longevità. Attraverso la divulgazione di un questionario demografico, privo di dati sensibili, le sedi Avis cominceranno ad individuare i gemelli presenti nel territorio.

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