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parlano di noi/3
22.05.2005

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Pubblichiamo l’articolo a firma di Cristina Cortese, apparso sulla Gazzetta del Sud, domenica 22 maggio, aspettando l’Assemblea Nazionale.

«Grazie mille da AVIS, anzi un milione». Con questo slogan, si apre la 69ma assemblea nazionale dell’associazione di volontariato impegnata nella raccolta di sangue e di emo-derivati. Ebbene, questo slo-gan, che focalizza il raggiun-gimento del milione di soci (1.320.000 il numero com-plessivo dei donatori di sangue in Italia) e aiuta a riflettere sul contributo che questa crescita può dare per la Sanità e la Salute nel nostro paese, entrerà ancor di più nel cuore dei calabresi. L’importante evento, infatti, si terrà proprio nella nostra regione. L’assemblea naziona-le è programmata a Lamezia Terme dal 27 al 29 maggio, mentre la riunione del Consiglio nazionale è prevista giovedì a mezzogiorno nella sala Nicholas Green del palazzo del Consiglio regionale. Questa prima volta, nella storia associativa, della nostra città che riunisce il massimo organismo direttivo dell’Avis (da cinquanta consiglieri provenienti da tutte le Regioni Italiane), costituisce indubbiamente un momento preparativo rispetto al clou dell’evento che, tra l’altro, annovera presenze importanti. Tra cui, quella del prof. Luca Cavalli-Sforza, padre della genetica delle popolazioni, per il progetto, ormai operativo, che sta portando avanti grazie alla collaborazione dell’Avis nazionale, per lo studio del genoma umano nelle varie province italiane. Ospiti graditi dell’Assise dei volontari saranno i Gemelli italiani rappresentati dall’associazione italiana dei Gemelli per la ricerca che l’Avis sta portando avanti con l’Istituto superiore di Sanità proprio per il Registro Gemelli promosso dall’ISS da qualche anno in Italia. Anticipiamo i motivi del congresso con Paolo Marcianò, dirigente nazionale Avis. Dice: «Prima di tutto l’impegno è rivolto alla “mission” principale, cioé l’autosufficienza del sangue e degli emocomponenti, un traguardo sempre più vicino per l’Italia grazie all’attività di un volontariato diffuso e radicato in tutto il territorio».

– Cosa rappresenta il fatto che l’Assemblea Nazionale si terrà in Calabria? «Sicuramente un giusto riconoscimento all’impegno delle associazioni del Meridione, per colmare quel grosso divario tra Nord e Sud che, anche se permane, oggi è molto più ridotto nella quantità e nella qualità. Un esempio dalla nostra stessa Calabria dove mancano solo qualche migliaio di unità al fabbisogno, mentre pochi anni fa l’importazione era di più di diecimila unità».

– Se molta strada è stata fatta, restano ancora problemi sul tappeto. «È così. Il problema vero dell’oggi è però legato allo straordinario aumento dei consumi per cui l’autosufficienza è più un fattore dinamico anziché statico. L’assemblea che partirà, in fondo dal consiglio nazionale di Reggio, cade in un momento storico per il sistema trasfusionale italiano. Pochi giorni fa sono entrati in vigore i nuovi decreti di selezione dei donatori e delle modalità e caratteristiche della raccolta del sangue, con notevoli cambiamenti soprattutto nei tempi di sospensione dalla donazione; ma adesso gli occhi sono puntati sulla nuova legge di riforma licenziata dalla Camera proprio la scorsa settimana dopo una attesa lunga dieci anni».

– Se n’è discusso molto. Quali sono gli ultimi aggiornamenti? «Il provvedimento, dopo un rapido ritorno nell’Aula del Senato, potrebbe diventare operativo proprio in coincidenza con il raduno dei millecinquecento “avisini” di Lamezia. La riforma cambia tutto il sistema sangue e l’Avis è pienamente soddisfatta per i contenuti della normativa perché recepisce il valore sociale e civile dei volontari del sangue e contemporaneamente salvaguardia la solidarietà nazionale della risorsa terapeutica. Viene creato il centro nazionale del sangue, come organismo di gestione, con la presenza attiva dei rappresentanti delle associazioni, e viene allargata alla dimensione Europea la lavorazione degli emoderivati. La nuova legge, inoltre, apre con decisione lo sviluppo alla donazione del sangue del cordone ombelicale riconoscendo un ruolo alle associazioni delle donatrici di sangue cordonale».

– Torniamo all’assemblea di Lamezia. L’Avis calabrese ha pensato a qualcosa di particolare? «Sì. Presenterà un primo progetto di sviluppo di questo tipo di donazione, in vista della prossima apertura della Banca del sangue cordonale presso l’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli con l’Istituzione ufficiale del gruppo Avis donatrici cordone ombelicale (gadco)». Insomma, c’è tanta carne al fuoco a significare la vitalità di una benemerita associazione che, dal 1927 (anno in cui nasce a Milano) ha trovato il germe per rinnovarsi e, a Lamezia, si confronterà per capire sempre di più dove guardare con successo al futuro.

 

(domenica 22 maggio 2005)

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