Cerca la tua sede

Intervista a radio vaticana
15.06.2005

Condividi su

 GIORNATA MONDIALE DEL DONATORE DI SANGUE

   SI CELEBRA OGGI LA GIORNATA MONDIALE DEl DONATORI DI SANGUE. QUEST’ANNO LE MANIFESTAZIONI CENTRALI SI TENGONO IN GRAN BRETAGNA, PAESE CON UNA SOLIDA TRADIZIONE NELLA RACCOLTA DEL SANGUE

– Intervista con Andrea Tieghi –

Sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sull’importanza della donazione del sangue e ringraziare i donatori per il loro atto di generosità nei confronti del prossimo. E’ il duplice obiettivo dell’odierna Giornata mondiale del donatore di sangue, ricordata anche dal Papa domenica scorsa dopo l’Angelus. “Cristo che ci ha redenti con il suo Sangue – ha detto il Santo Padre salutando i donatori del mondo intero – sia sempre il modello del vostro volontariato”. Il saluto del Papa è stato accolto con grande commozione dai donatori presenti in piazza San Pietro. Ascoltiamo il presidente nazionale dell’AVIS, Andrea Tieghi, intervistato da Amedeo Lomonaco: 

**********

R. – Ringraziamo naturalmente il Santo Padre per averci ricordato, anche quest’anno, come già fece Giovanni Paolo II l’anno scorso, in questa seconda occasione mondiale di Giornata del riconoscimento del valore e della funzione dei donatori volontari di sangue nel mondo. Abbiamo assolutamente bisogno di crescere e di moltiplicarci. Il mondo non è autosufficiente dal punto di vista del sangue e dei suoi derivati ed anche in Italia.

 

D. – Milioni di persone devono la loro vita a donatori che non incontreranno mai. Ma cosa vuol dire essere generosi e non ricevere alcuna ricompensa in un mondo che invece diffonde valori contrari, quali quelli del profitto e dell’individualismo? 

R. – Vuol dire credere in un mondo diverso e in un mondo dove la solidarietà è il valore primario, non tanto il profitto o il bene per se stessi. La soddisfazione che ha il donatore di sangue è quella di sapere, alla fine della sua donazione, che quel sangue verrà utilizzato per chi ne ha bisogno. E’ vero che andiamo controcorrente, però ci fa piacere di andare controcorrente rispetto all’andamento globale di questo sistema. 

D. – Quali sono i Paesi con il più alto numero di donatori? 

R. – Sono naturalmente i Paesi industrializzati, i più ricchi. Anche in questo caso i Paesi poveri pagano il fatto di avere pochi donatori, poca sensibilizzazione e di dover ricorrere ai datori di sangue. In molti Paesi il sangue viene ancora comprato e questa è una cosa indegna di Paesi civili e la nostra azione deve essere proprio rivolta al fatto di propagandare a livello mondiale l’idea che il mondo del sangue debba essere assolutamente non remunerato, deve essere un gesto d’amore, deve essere un’azione che viene dal profondo del proprio cuore. E questo si fa solamente attraverso un’educazione culturale innanzitutto di questi Paesi, aiutandoli a crescere anche da questo punto di vista. 

D. – Oltre all’atto generoso poi è importante garantire la sicurezza del sangue donato… 

R. – I passi avanti che ha fatto l’Unione Europea da questo punto di vista sono di esempio anche a tutti gli altri Paesi. Noi abbiamo una legislazione europea, e poi a livello delle varie singole nazioni, che ha messo al centro della propria azione, da una parte la donazione non remunerata e dall’altra parte la sicurezza di chi riceve il sangue donato, che deve essere la maggiore possibile, data anche dalle tecniche e dalle ricerche attuali della scienza moderna. 

D. – In molti Paesi i donatori sono soprattutto familiari o amici dei pazienti, ma sono moltissimi anche i donatori anonimi. Ecco, come valorizzare questa categoria di donatori che sono poi la risorsa più preziosa? 

R. – Noi dobbiamo fare in modo che diventi sempre più normale andare a donare il proprio sangue per tutti, in maniera anonima, gratuita e volontaria. Questo ci permetterà di raggiungere, anche in Italia questa agognata autosufficienza nazionale che ancora non abbiamo raggiunto.

********** 

 Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana, 14/06/2005

Attendi