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Istituto italiano donazione
28.06.2005

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Presentato a Milano l’Istituto italiano della donazione: certificherà l’operato delle organizzazioni non profit che vi si iscriveranno, a tutela dei 29 milioni di donatori italiani.

MILANO – La generosità ha da oggi una garanzia in più. E’ stato presentato a Milano, presso la sede centrale della Banca Intesa, l’Istituto italiano delle Donazioni (Iid), un organismo che si occuperà di certificare l’operato degli enti nonprofit. Tra il pubblico era presente anche Giovanni Daverio, direttore generale del Ministero del Walfare. “L’istituto controllerà la correttezza e la trasparenza nella raccolta dei fondi ­ ha spiegato Maria Teresa Scherillo, vicepresidente dell’Iid ­. Sarà un beneficio per i donatori, ma soprattutto per le associazioni che con il marchio di qualità aumenteranno la loro credibilità agli occhi di privati e aziende”. L’istituto darà vita ad un comitato tecnico che esaminerà la gestione dei fondi delle organizzazioni che chiederanno di aderire all’Iid. Solo al termine dell’iter di verifica le onlus potranno usufruire di un marchio di qualità Iid, che certificherà la correttezza del loro operato. “La nascita dell’Istituto testimonia la forza delle onlus ­ ha proseguito Edoardo Patriarca, presidente dell’Iid e portavoce del Forum permanente del Terzo settore -. Dopo la firma nel ‘99 della Carta della Donazione , il nostro codice di autoregolamentazione, siamo riusciti a fondare un istituto autonomo a livello legislativo. Non siamo frutto né di una legge, né di una direttiva ministeriale: è stata sufficiente la volontà delle associazioni”.

Il progetto  dei soci fondatori, il Forum permanente del Terzo settore, Sodalitas e il Summit della solidarietà, è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e della compagnia San Paolo: “Si tratta di una presenza  a termine ­ ha sottolineato Maria Teresa Scherillo -: saranno le stesse associazioni accreditate a sostenere l’ente attraverso una quota di partecipazione, in parte fissa e in parte stabilita sulla base della loro contabilità”.  Per il Terzo settore si tratta di un traguardo importante, che segue di poco l’approvazione della Legge sulla deducibilità fiscale per le donazioni e il disegno di legge sull’impresa sociale, votata in Parlamento il 30 maggio scorso. “Il marchio di qualità regolamenterà anche la concorrenza fra le onlus ­ ha ribadito Ilaria Borletti, Presidente del Summit della Solidarietà -. Nelle campagne di sensibilizzazione c’è una corsa continua alla foto del bambino africano con la faccia più triste. Ma superata l’iniziale emotività sono gli stessi donatori a voler conoscere come e dove verranno usati i loro soldi”. Un commento informale  è arrivato anche dalle istituzioni: “Garantire i cittadini e le aziende non può che favorire la diffusione di una cultura della donazione, in ambiti e settori diversi, ma sempre incarnati in un contesto  territoriale preciso ­ ha dichiarato Giovanni Daverio ­. Questa è la sussidiarietà che risponde ai bisogni e alle domande della società civile”. (ep)

Articolo pubblicato su Redattore Sociale del 27.6.2005

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