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C’è più AVIS con le donne
10.03.2008

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Donne e AVIS. E’ un legame che cerca di cambiare, quello tra la più grande associazione di volontari italiani del sangue e “l’altra metà del cielo”. Che cerca di cambiare seppur lentamente, tra mille difficoltà e un approccio ancora fortemente impregnato di maschilismo (d’altronde, l’AVIS è lo specchio di una società italiana dove è quasi sempre l’uomo a occupare posizioni di potere).
Sono queste alcune delle considerazioni emerse nel Forum donne organizzato sabato 8 marzo dall’Avis regionale Toscana e a cui hanno partecipato il presidente nazionale, Andrea Tieghi, e il consigliere nazionale, Maruska Fusini, responsabile del forum donne.
E’stata la città di Pisa ad ospitare la III edizione del Forum toscano, sul tema “Voci di donne dal mondo”, e a unire idealmente tutte le città e i comuni in cui le Avis hanno organizzato qualche avvenimento per le donne.
L’evento, inaugurato dal saluto del presidente regionale Luciano Franchi, si è aperto con un intervento appassionato e sferzante del presidente di Avis Nazionale. “Ci stiamo impegnando – ha esclamato Tieghi – perché le donne assumano una posizione sempre più rilevante in Avis. Ma la strada è ancora lunga. In molte sezioni le donne non vengono considerate. Alle parole troppo spesso non seguono i fatti e così le donne sono emarginate e lasciate fuori dagli organi direttivi o dalle decisioni più importanti. Eppure, il contributo delle donne è fondamentale a tutti i livelli, sia per la loro intelligenza sia per la loro sensibilità”.Il Forum, inframmezzato da letture di saggi e piece teatrali della Compagnia Cineteatrolux, ha visto la presentazione da parte del prof. Fabio Dei, dell’Università di Pisa, della ricerca “Il sangue degli altri” sulla cultura della donazione nelle comunità rumene e senegalesi residenti in Toscana. All’intervento del professor Dei è seguito quella della dott.ssa Annamaria Fantauzzi, responsabile dell’Osservatorio di Avis Nazionale sulla cultura del dono del sangue e di Manola Guazzini, assessore provinciale alle politiche sociali.
Ricche di spunti sono state le testimonianze di 5 donatrici nate in altrettanti Paesi del mondo ma ormai toscane d’adozione. Dalla Bielorussia ha parlato Valentina Lapina, dal Giappone Yuko Inagawa, dal Marocco Temsamani Smahan, dalla Romania Rab Mariana, dallo Sri Lanka, Silmini Tennakoon. Storie diverse e originali, da quella di Temsamani, che ha conosciuto l’Avis in un chiacchierata dall’estetista, a quella di Mariana, che in Romania non aveva mai donato e in Italia si è recata a donare insieme alla famiglia del fidanzato.
Ha chiuso il Forum il caloroso intervento di Maruska Fusini: “Noi donne non dobbiamo lottare per le quota rosa. Personalmente non ho mai sentito nessuna donna favorevole a questo provvedimento. Dobbiamo invece dimostrare le nostre capacità sul campo, facendo vedere le nostre qualità nel saper dirigere, a tutti i livelli, un’associazione di volontariato”.

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