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Su Repubblica salute un articolo del Pres. Tieghi
17.05.2008

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“Meglio donare, donare meglio”: è questo lo slogan che l’AVIS ha scelto per la sua settantaduesima Assemblea generale, in programma a Riva del Garda (TN) dal 16 al 18 maggio.
Il tema assembleare è ulteriormente specificato dal sottotitolo: “L’autosufficienza di sangue e plasma, e le unità di raccolta associativa”. Nella tre giorni trentina l’Associazione vuole dunque interrogarsi sulla raccolta di sangue, in una prospettiva unicamente qualitativa, sia dal punto di vista della sicurezza trasfusionale sia della costruzione di un rapporto più stabile e duraturo con il socio donatore.LA RETE

Al momento, su un totale di 3.282 sedi AVIS (dal livello regionale a quello comunale) sono circa 600 quelle impegnate, quotidianamente o periodicamente, nella raccolta diretta di sangue ed emocomponenti (possibilità prevista dalla legge 219/2005). Le restanti sedi sono invece dedite alla chiamata dei donatori e alle attività di promozione della cultura del dono. Il dibattito che si terrà a Riva del Garda, alla presenza di 1.200 delegati, sarà senza dubbio rispettoso dei diversi modelli attualmente esistenti in Italia, dove convivono regioni in cui è l’ospedale pubblico l’unico luogo in cui si effettua la raccolta di sangue e regioni in cui le associazioni – come l’AVIS – svolgono un ruolo preponderante anche nel prelievo delle sacche di sangue. Allo stesso modo, l’assise dei donatori AVIS non si esimerà dal fornire una chiave di lettura per il futuro dell’Associazione. AVIS dovrà incrementare il numero di sedi che effettuano la raccolta, anche per meglio rispondere ad uno dei compiti che l’ultima legge (la 219/2005, approvata con maggioranza bipartisan) le affida. Più raccolta significa anche la possibilità di instaurare legami umani più forti con i donatori, che sono l’autentica ricchezza dell’Associazione. Rapporti più consolidati potranno far cessare quasi del tutto il fenomeno dei donatori occasionali, che seppure in forte calo non è ancora stato del tutto eliminato. Tutti gli studi scientifici in nostro possesso dimostrano che tra i donatori periodici e associati il numero di sacche scartate è 7 volte inferiore di chi si accosta alla donazione di sangue in modo episodico ed emozionale. A Riva del Garda saranno anche ufficialmente presentati i dati 2007 sui donatori e le donazioni.IN ESPANSIONE

Le prime indicazioni ufficiose ci portano ad affermare che è stato superato, nell’anno passato, il traguardo di 1.100.000 soci. Oggi AVIS contribuisce a raccogliere circa il 75% del sangue donato in Italia e il suo apporto è imprescindibile per il raggiungimento dell’autosufficienza. Se questo traguardo tende ad avvicinarsi per quanto riguarda il sangue intero, pur con differenze tra regioni eccedenti e regioni deficitarie, lo stesso traguardo è ancora molto lontano in tema di plasma, visto che il nostro Paese importa dall’estero circa il 30% del suo fabbisogno. Un rapido sguardo sull’Italia ci svela che negli ultimi anni è stata significativa la crescita di AVIS nelle regioni meridionali, fino ad alcuni anni fa punto debole del sistema trasfusionale italiano. Dal 2000 al 2006 il Molise è passato da 4.045 donatori a 6.893 (+70,4%); la Calabria da 14.352 a 24.382 donatori (+69,9%); la Puglia da 23.772 a 39.896 (+67,8%); la Basilicata da 9.403 a 14.019 donatori (+49,1%). Nello stesso arco temporale, le regioni dell’Italia settentrionale hanno mantenuto il loro elevato numero di donatori di sangue AVIS. Ancora oggi la Lombardia ha 237.199 donatori, l’Emilia Romagna 146.690, il Veneto 121.079 e il Piemonte 109.260.LA TRASPARENZA

Al raggiungimento pieno e costante dell’autosufficienza nazionale, AVIS vuole contribuire attraverso la presenza di suoi dirigenti, in rappresentanza delle associazioni di donatori, all’interno del Centro Nazionale Sangue (CNS), organismo previsto dalla legge trasfusionale italiana ed entrato in funzione lo scorso 1° agosto. Il Ministero della Salute, d’intesa con il CNS, ha tra l’altro da poco emanato lo schema di decreto recante il programma di autosufficienza nazionale per il 2008, dove si ribadisce che l’autosufficienza nazionale è un obiettivo non frazionabile. Non da ultimo, a Riva del Garda AVIS Nazionale presenterà, prima tra le associazioni di donatori italiane, il suo bilancio sociale. Questo strumento, oggi utilizzato da diverse ASL ed enti no profit socio-sanitari, ha per noi un valore strategico irrinunciabile. La trasparenza nei confronti delle istituzioni e dei donatori è una priorità che vogliamo comunicare a tutta la filiera delle nostre AVIS regionali, provinciali e comunali.Nella sezione “Documenti” del sito è disponibile l’articolo in formato pdf.

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