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2009…l’AVIS che verrà
07.01.2009

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E’on-line il numero di dicembre 2008 di AVIS sos: “2009, l’AVIS che verrà”.Al suo interno troverete approfondimenti sulla situazione del plasma italiano ed europeo, resoconti dei convegni sul bilancio sociale (7 novembre) e sul servizio civile (28 novembre), lo stato dell’arte del Progetto Probe…e tante, tantissime notizie dalle sedi regionali.
Di seguito vi anticipiamo una parte dell’intervista che il Presidente di AVIS Nazionale, Andrea Tieghi, ha concesso per tracciare un bilancio del suo mandato e aprire nuove prospettive sul futuro.
L’intervista integrale è disponibile aprendo l’allegato.
Sette anni di… guai, quelli trascorsi da Andrea Tieghi alla guida
della più numerosa ed organizzata associazione di donatori
volontari di sangue d’Europa e del mondo?Con il presidente
nazionale dell’Avis abbiamo fatto una chiacchierata sui due
mandati che si concluderanno proprio a maggio prossimo a Roma.
Sull’Avis che ha trovato, nel
lontano 2002, sull’Avis che lascia e sull’Avis che… verrà.
Allora presidente, lo facciamo un piccolo bilancio di questi
sette anni? Cominciamo dai… guai?

Beh, di “guai” non parlerei proprio. In una associazione grande
e articolata come la nostra si può parlare di punti di vista diversi,
di discussioni anche accese, ma gli ideali che ci uniscono sono
troppo forti per parlare di “guai” fra noi.
Però all’inizio del primo mandato non c’era un clima
esattamente sereno in associazione…
L’Avis nazionale nel 2002 (anno della sua prima nomina
a presidente, ndr) era in piena “bufera Statuto”.Con le nuove
regole associative non ancora approvate ed una serie di tensioni
forti, fra forti regionali. Diciamo che ho iniziato la presidenza in
condizioni avverse con questioni ancora irrisolte ed in “divenire”.
Per esempio?
Il dibattito acceso sullo Statuto, appunto, aveva portato a una
grossa spaccatura in particolare da parte di due grosse regioni
avisine. Poi eravamo ancora nella vecchia e inadeguata sede di
via Livigno. Anche quello era un problema da risolvere e che
trascinavamo da tempo. Dico trascinavamo perché, essendo
vicepresidente nel mandato precedente, non posso certo dire che
non conoscevo i problemi.
[…]
Preoccupato, presidente, per “l’Avis che verrà”?

L’Avis, lo ripeto, è una grande associazione e gli uomini che la
formano hanno un unico obiettivo: l’ammalato. Per questo, anche
se posso paventare la possibilità che si creino “correnti” interne
in questa fase, ho un auspicio, una speranza ed un invito.
In questo scenario fluido, che è segno anche di crescita, l’auspicio
è che si trovino soluzioni condivise che evitino contrapposizioni.
Per l’unità, abbiamo imparato in questi anni e l’abbiamo fatto più
di una volta, bisogna saper fare anche qualche passo indietro.
L’invito per i candidati ufficiali è quello di trovare un punto di
unione. Due, tre, quattro… buone teste che elaborano progetti
e strategie insieme sono meglio di una, buona, testa sola.
Ma l’Avis è l’Avis, sarà sempre associazione unita e compatta.
È evidente e visibile anche all’esterno e così sono convinto
continuerà ad essere.
Ma fare il presidente nazionale com’è? Impegnativo? Quanto
tempo porta via al lavoro, alla famiglia, alla vita privata?
Consigli per il successore, chiunque sia?

Ho imparato in questi anni che è molto impegnativo, anche
faticoso. Per fare il presidente nazionale serve molto tempo
e molta disponibilità. A volte anche senza preavviso. Soprattutto
in certi momenti istituzionali è il presidente che “deve” essere
presente, così come quando bisogna parlare rappresentando
oltre un milione di cittadini-donatori davanti ad una telecamera.
Nell’80% dei casi è richiesta la presenza forte del “presidente”.
Per esperienza posso dire che serve molta elasticità e tempo
a disposizione. Una flessibilità totale, insomma, che non aiuta
certo chi ha un impiego fisso. È una bicicletta singola, quella
di presidente pur di un’ottima squadra. In molte occasioni non
può essere un… tandem dove puoi fare a meno di pedalare…
In quattro parole, concludendo, un presidente dev’essere…
Una figura unitaria, disponibile, che abbia tempo e flessibilità
estremi. E che non possa essere esposto, mai, ad attacchi di alcun
genere sotto il profilo personale e morale.
In allegato il numero di dicembre 2008 di AVIS sos
Scarica allegato

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