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Progetto Probe con i carabinieri di Soverato
02.02.2009

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Si è svolta, al comando compagnia Carabinieri di Soverato (CZ), l’ormai consueta giornata di donazione del sangue. Nei locali della caserma di Piazza Renato Lio, messi a disposizione dal Comandante della Compagnia Ten. Emanuele Leuzzi, grazie anche ad una convenzione siglata tra il Ministero della Difesa – Direzione Generale della Sanità Militare – e l’AVIS, per tutto il corso della mattinata, i carabinieri, insieme anche ad alcuni civili, hanno potuto donare volontariamente il proprio sangue, aiutati ed assistiti dalla dottoressa Assunta Ericina e dagli infermieri professionali Margherita Di Bari e Giuseppe Ussia. La giornata, però, ha assunto un significato del tutto particolare in quanto i militari dell’Arma hanno partecipato per la prima volta ad un programma di pubblica utilità nell’ambito della Sanità Nazionale. Alcuni carabinieri hanno offerto il proprio sangue, sempre in forma anonima e gratuita, aderendo al programma PROBE (Programma per il biomonitoraggio dell’esposizione della popolazione italiana ai metalli pesanti).Ogni giorno il nostro organismo entra in contatto con sostanze quali l’antimonio, il bario, il berillio, il mercurio, il tungsteno, il molibdeno, il tallio, l’arsenico, il cobalto, il cromo, il cadmio, il nichel, il piombo ed altri metalli pesanti estranei al nostro sistema biologico. Tale esposizione, però, può provocare conseguenze, talvolta, serie per la nostra salute. Finora l’attenzione della scienza è stata rivolta ad indagare sulla presenza di tale elementi, detti xenobiotici, nell’aria e negli alimenti.L’AVIS Nazionale ha ora promosso un nuovo approccio ed insieme all’Istituto Superiore della Sanità ha varato un programma di monitoraggio della popolazione italiana che ha lo scopo di indagare sulle conseguenze di tali elementi sull’organismo. È già cominciata in tutte le regioni d’Italia la raccolta dei campioni di sangue che confluiranno all’Istituto Superiore della Sanità per una misurazione della concentrazione dei metalli nel sangue, tenendo conto delle differenti vie di esposizione, delle diverse capacità di assorbimento e delle caratteristiche individuali genetiche e non.Il programma ha avuto inizio in Calabria il 12 dicembre scorso, con la presentazione a Reggio Calabria da parte del dott. Paolo Marciano, responsabile dell’area politiche sanitarie dell’AVIS Nazionale, e del prof. Alessandro Alimonti dell’Istituto Superiore della Sanità, responsabile nazionale del programma, con la partecipazione del biologo dott. Rosario Crea, responsabile sanitario regionale del programma. Queste campagne di sorveglianza della popolazione avranno cadenza biennale con l’intento di creare un quadro storico funzionale e per mettere in rilievo le variazione nel tempo dell’esposizione ambientale al fine di consentire interventi atti a far diminuire le concentrazioni di metalli tossici.Finora solo gli Stati Uniti e la Germania hanno avviato un programma di biomonitoraggio dell’intera popolazione. Entro il mese di maggio, in ciascuna regione d’Italia, verranno effettuati 300 prelievi di sangue a cui si aggiungeranno altri 900 campioni di bambini residenti nel Lazio a cura dell’ANMI, Associazione Nazionale Microcitemici. La giornata di donazione ha permesso di raccogliere venticinque sacche di sangue di cui 19 saranno utilizzate anche come campioni per il programma in questione.

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