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Donatori nel mondo: questa settimana voliamo in Brasile
13.02.2009

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La storia del volontariato del sangue brasiliano ha inizio nel 1939, quando Leonora Carlota Osório, di origini austriache, si trasferì nel Paese sudamericano e iniziò a collaborare con la Croce Rossa. Negli anni 60 fondò la Associazione Brasiliana dei Donatori Volontari di Sangue (ABDVS), che attraverso il costante impegno e grazie alla collaborazione di un numero sempre maggiore di persone, divenne un’organizzazione ben strutturata e diffusa sul territorio. A testimonianza di ciò, nel 1964 il presidente brasiliano Castello Branco proclamò il 25 novembre (data di fondazione dell’ ABDVS) il “giorno nazionale del donatore volontario del sangue”. Grazie al suo costante impegno, la fondatrice Leonora Carlota Osório ottenne riconoscimenti in 30 Paesi e venne, inoltre, insignita del titolo di presidente della FIODS – Federazione Internazionale delle Organizzazioni dei Donatori Volontari di Sangue.

Seguendo la struttura federale dello Stato brasiliano, attualmente le attività trasfusionali vengono organizzate direttamente a livello locale attraverso una rete di centri pubblici (detti “hemocentros”) che fanno capo all’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria. La promozione della donazione gratuita viene coordinata sia dagli “hemocentros”, sia da varie organizzazioni e club di volontari diffuse sul territorio.

Tra le principali organizzazioni presenti nel Paese, spicca la Fondazione Pro-sangue, ente non profit che opera a San Paolo, raccogliendo mensilmente circa 15.000 sacche di sangue, pari a circa il 43% delle unità utilizzate nella regione metropolitana, al 24% del fabbisogno dello stato di San Paolo e al 7% di quello dell’intero Brasile. Nata nel 1984 dalla collaborazione con il Segretario di Stato per la salute e la Facoltà di medicina dell’Università di San Paolo, questa “fundação” si occupa di promuovere la donazione e coordinare le attività in campo ematologico, emoterapico, nella ricerca scientifica e nello sviluppo di nuove terapie mediante l’uso di sangue e suoi derivati. È inoltre un centro di riferimento dell’Organizzazione Panamericana di Sanità (PAHO) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre a rappresentare un laboratorio di riferimento della società internazionale di emofilia. Secondo le più recenti statistiche, il 60,4% dei donatori di San Paolo è costituito da cittadini maschi, che possono donare ogni due mesi. Le donne possono, invece, donare 3 volte l’anno con un intervallo minimo di 3 mesi tra una donazione e l’altra. La fascia d’età con il più alto numero di volontari è quella compresa tra i 18 e i 29 anni (pari al 41% del totale) seguita da quella tra 30 a 39 anni.

Un altro ente ben radicato sul territorio è Hemorio, che coordina le attività di raccolta e sensibilizzazione nello stato di Rio De Janeiro, dove solo l’1,8% della popolazione dona il sangue regolarmente. Per incrementare questo tasso, numerose sono le iniziative organizzate nel corso dell’anno come la campagna promossa in occasione del carnevale dal titolo “Vista a fantasia da solidariedade”. Scopo di questo evento, che conta della collaborazione delle scuole di samba e di personaggi famosi, è incrementare il numero di donazioni proprio nel periodo del carnevale, quando la disponibilità di unità di sangue subisce un sensibile calo, mentre la richiesta negli ospedali aumenta, soprattutto a causa degli incidenti per le strade. Sul sito Internet www.hemorio.rj.gov.br/carnaval è possibile consultare una galleria di immagini che ritraggono le 3 madrine dell’ edizione 2009 ed è possibile scaricare l’inno ufficiale: una samba che accompagnerà le sfilate per le vie del centro della città.

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