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Presidenti regionali a confronto sul futuro di AVIS
15.04.2010

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“Una nuova stagione associativa è possibile?”. Questa la

domanda posta ai partecipanti della tavola rotonda promossa dall’Avis Calabria e
dalla provinciale di Catanzaro il 14 e 15 aprile scorsi.

Presidenti delle Avis regionali di quasi tutta Italia (ad
esclusione di Lazio, Valle d’Aosta, Trento e Bolzano) si sono confrontati nella
sala conferenze dell’hotel Caposuvero di Gizzeria Lido (CZ), che già nel 1996
aveva ospitato un incontro analogo promosso con lo scopo formulare un progetto
di politica associativa nazionale.

In quel documento venivano proposte dieci linee guida per
un rinnovamento associativo che portò, tra l’altro, all’introduzione della
Consulta dei presidenti regionali e a una costante valorizzazione delle
professionalità interne, ricorrendo anche alla formazione sia dei quadri sia dei
dipendenti. Nel testo si sottolineava anche l’importanza di creare un’immagine
associativa forte e consapevole, che fosse veicolata attraverso strumenti di
comunicazione interna ed esterna come Internet, che allora era ancora agli
albori del suo sviluppo. Veniva, inoltre, confermato il grande obiettivo
dell’autosufficienza nazionale, da perseguire nel totale rispetto della salute
del donatore e del ricevente. In tema di volontariato, le linee guida chiedevano
ad AVIS di ricoprire sempre più un ruolo propositivo  all’interno del terzo
settore, promuovendo incontri e momenti di confronto con le altre associazioni.

«Dietro agli aspetti pratici affrontati da questo
documento» – ha detto Saturni in apertura dell’incontro – «ci sono i principi
che costituiscono le colonne portanti della nostra Associazione, attuali ieri
come oggi. C’è la consapevolezza del ruolo ricoperto da AVIS nel sociale e  la
convinzione che l’avisino si fa portavoce nella comunità di valori profondi come
la gratuità, la generosità e la periodicità del dono».

Caposuvero, quindi, dopo 14 anni ha fatto nuovamente da
sfondo a un incontro nato dalla volontà di riflettere su quanto fatto in questi
anni, per tracciare nuovi orizzonti di sviluppo e di crescita associativa.

A tale proposito, utile è stato
l’intervento iniziale del sociologo Francesco Broso (disponibile in pdf in fondo a questa pagina), che ha offerto interessanti
spunti di riflessione partendo da un’analisi del documento stilato nel 1996. «Se
da un lato la responsabilità di cui tutti Voi siete investiti può scavare nelle
coscienze, scuotere l’assopimento culturale e valoriale dei nostri tempi, da un
altro occorre farsi carico dell’impegno di custodire, preservare e proteggere la
grandezza di cui siete portatori», ha detto Broso.

Si è poi passati agli interventi dei numerosi presidenti e
vice-presidenti, che hanno illustrato le loro posizioni, i propri punti di
vista, evidenziando criticità e obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro.

Da questo confronto sono emersi alcuni argomenti su cui i
dirigenti di AVIS Nazionale saranno sicuramente chiamati a riflettere nei
prossimi mesi, al fine di garantire una costante sistematicità e operatività
delle scelte. Costante è stato il riferimento ai grandi cambiamenti in atto
soprattutto in ambito sanitario, dove si assiste a una sempre maggiore
regionalizzazione di compiti e funzioni che non deve però scalfire il ruolo
unitario della nostra Associazione. Da più parti viene avvertito, inoltre, il
bisogno di definire un piano di governance basato sulla collegialità. «Ci
troviamo di fronte a grandi sfide», ha detto Saturni, «come il rispetto dei
requisiti minimi per l’accreditamento delle unità di raccolta in materia di
sicurezza trasfusionale e la programmazione del sistema sangue su scala
nazionale. Sono temi che ci vedono coinvolti in prima linea e verso i quali
dobbiamo essere uniti e operare all’insegna del dialogo e della collaborazione,
nel pieno rispetto delle regole».

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