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Pillole di AVIS, dalla rassegna stampa del 12 luglio 2010
12.07.2010

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I 50 ANNI DI CASTEL DEL PIANO (GR)

 

E’stato presentato ieri sera, nella sala consiliare di Castel del Piano, il
libro “L’Avis di Castel del Piano e i suoi 50 anni fra impegno, solidarietà,
progetti per il futuro. Storie,memorie, testimonianze” edito da Effigi. La
pubblicazione si inquadra nelle manifestazioni che l’Avis casteldelpianese sta
organizzando in occasione dei 50 anni della sua fondazione e che culmineranno il
25 luglio con la festa sociale e la premiazione dei donatori. Buona parte della
pubblicazione è riservata ai giovani che invitano alla donazione. Prevista una
mostra fotografica che racconta per immagini personaggi e fatti di questi 50
anni e sarà allietata dalle canzoni del gruppo folk “Seggiano folk”.

 

ROVERETO (TN), NUOVA LINFA DAL GRUPPO GIOVANI
Sono giovani, credono nell’impegno del volontariato e vogliono sfatare un luogo
comune. Quello che vuole i ragazzi d’oggi, nella migliore delle ipotesi, pronti
a dare una mano alle varie associazioni, ma mai disponibili a prendersi
responsabilità di guida, o direzione, dei vari sodalizi. Loro, la
responsabilità, vogliono prendersela, seppur per gradi. E cominciano con un
obiettivo concreto: coinvolgere i loro coetanei.

Sono i cinque ragazzi che hanno dato vita al gruppo giovani dell’Avis. Perché
anche tra i donatori di sangue c’è il problema che spesso si riscontra nel
volontariato: la vecchia guardia – presidente Livio Zanolli in primis – per anni
si è sobbarcata l’onere di far vivere, e crescere, un gruppo che ha saputo dare
soddisfazioni. Basti pensare che lo scorso anno sono entrati nella sede di via
Mozart 160 nuovi donatori (10 in più rispetto all’anno precedente), per un
totale di 1688 avisini. L’unico problema dell’attuale direttivo – perché si
tratta di persone lungimiranti è quello di creare una continuità generazionale.
Sia tra i soci, posto che ad una certa età i donatori devono smettere per motivi
di salute, sia tra i responsabili dell’associazione.

Ed è appunto per queste due ragioni che cinque avisini si sono resi disponibili.
Si tratta di Michele Ruele, Serena Barozzi, Arianna Barozzi, Mauro Favazza e
Andrea Rigotti. Già donatori, ora sono pronti per un altro tipo d’impegno: hanno
costituito un gruppo giovani, a cui possono partecipare gli avisini tra i 18 e i
35 anni, con l’obiettivo dichiarato di andare a caccia di coetanei.

Di coinvolgere, cioè, ragazzi come loro, che magari sarebbero disposti a
donare il sangue ma non sanno come funziona, o non sono stati fino ad ora
convinti da messaggi che non sono in grado di toccare le corde emotive della
loro generazione. Da qui l’idea di iniziative promozionali pensate appositamente
per loro. Ovvio, molto passa da Internet, tra facebook e blog. Ma non solo.
Perché il contatto diretto rimane fondamentale. «Nonostante i piccoli numeri
abbiamo voglia di far crescere questo nuovo gruppo e di attirare nuovi donatori
– spiegano i cinque ragazzi – puntiamo ad interagire in particolar modo con i
nostri coetanei per informarli dell’esistenza di Avis, far conoscere cioè
operativamente e concretamente quest’associazione fra la gente. E dimostrato
infatti che fra i giovani il miglior mezzo di comunicazione è il passaparola:
sappiamoascoltarci. Nel confronto reciproco tutti imparano e tutti insegnano. Ci
stiamo organizzando per essere presenti ad alcuni eventi, soprattutto feste
locali, che saranno occasioni in cui tutte le persone curiose o che vorranno
sapere qualcosa di più di quest’associazione, potranno farlo».

Il naso fuori dalla sede i cinque ragazzi l’hanno già messo nelle ultime
settimane: la festa dell’interculturalità di Nomi e la festa del donatore che si
è recentemente tenuta a Trento. Mentre il prossimo appuntamento è con il calcio
splash a Lizzana, dal 20 al 22 agosto. Il tutto nell’attesa, naturalmente, di
rimpolpare anche le fila del gruppo: «Siamo aperti a qualsiasi iniziativa, che
coinvolga i giovani e le loro idee».

 

 

Da “L’Adige”, 12 luglio 2010, pag. 14

 

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