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Donazione degli omosessuali: AVIS non discrimina
21.07.2010

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Negli ultimi giorni AVIS Nazionale ha ricevuto
numerose e-mail da parte di donatori e cittadini che invitavano a una
riflessione sull’esclusione degli omosessuali dalla donazione di sangue
nell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini (che dallo scorso mese di aprile è
afferente al Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia del
Policlinico di Milano, dove già si applicava tale esclusione).

A tale proposito, di seguito pubblichiamo le dichiarazioni del Responsabile
Politiche Sanitarie di AVIS Nazionale, dott. Pasquale Spagnuolo.

AVIS ha, tra i suoi obiettivi prioritari, la
promozione della donazione periodica, volontaria, non remunerata, anonima,
responsabile finalizzata a garantire, insieme agli altri attori del sistema,
adeguate quantità di sangue e dei suoi derivati, sicure e di qualità, per tutti
gli ammalati che ne presentano la necessità. Inoltre, in molte realtà collabora
direttamente con il sistema trasfusionale in via convenzionale nella selezione
del donatore e nella raccolta di sangue e di emocomponenti.


Per garantire il rispetto dei principi di massima
sicurezza e qualità esistono numerosi riferimenti normativi per la stesura dei
quali AVIS ha fornito e fornisce un significativo contributo.


Tra questi riportiamo il Decreto Ministeriale 3 marzo
2005: “Protocolli per l’accertamento della idoneità dei donatori di sangue e di
emocomponenti” che nell’Allegato 4 stabilisce i criteri di esclusione permanente
e temporanea.


“Esclusione permanente: persone il cui comportamento
sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive
trasmissibili con il sangue.”


“Esclusione temporanea: rapporti sessuali con persone
infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV. Esclusione per 4 mesi
dall’ultima esposizione al rischio.”


Le norme vigenti non intendono discriminare a priori
una “categoria” di persone, ma assegnano al medico responsabile della selezione
del donatore il compito di individuare, indipendentemente dall’orientamento
sessuale e dal genere, eventuali comportamenti sessuali a rischio cui conseguono
l’esclusione permanente o temporanea.


Per garantire pertanto la sicurezza del donatore e del
ricevente la trasfusione si deve almeno:


ricorrere a donatori periodici,
volontari, non remunerati, anonimi, responsabili;


effettuare una accurata selezione del
donatore;


eseguire i test a disposizione per
l’individuazione delle principali malattie infettive trasmissibili, cui si
aggiungono altri interventi più specialistici.


Cardine quindi di questo percorso
è la
selezione del donatore di sangue che avviene attraverso una serie di procedure
atte a valutarne l’idoneità alla donazione stessa.


Esse prevedono un colloquio anamnestico col Medico
responsabile della selezione del donatore seguito da eventuale visita
medica; una serie di esami di laboratorio; la lettura di una nota informativa
circa la potenzialità di trasmettere infezioni con la donazione; infine la
sottoscrizione di un modulo di consenso informato attraverso il quale il
donatore periodico o aspirante tale risponde ad una serie di domande, comprese
l’esposizione a eventuali comportamenti cosiddetti “a rischio”. Pertanto ogni
condotta potenzialmente a rischio deve essere riferita al Medico responsabile
della selezione del donatore per consentirne una adeguata valutazione. La firma
del consenso informato è un atto dovuto, con l’impegno a fornire risposte
veritiere tali da rendere la successiva donazione di sangue e/o emocomponenti un
atto “responsabile” e sicuro. Tutto ciò a prescindere dalla appartenenza a
quelle che vengono considerate comunemente “categorie a rischio” anche sulla
base delle abitudini sessuali (vedi omosessuali). Non è l’appartenenza a tali
categorie, ma sono i comportamenti a rischio che possono compromettere la
sicurezza del sangue donato; ad esempio comportamenti a rischio sono i rapporti
sessuali, soprattutto non protetti, con più partner eventualmente sconosciuti,
sia omo che eterosessuali.


A tal fine ricordiamo che nelle linee guida per la
selezione del donatore di sangue e di emocomponenti stilate dalla Società
Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) in collaborazione
con AVIS ed altre tre Associazioni di volontariato del sangue
non si fa mai riferimento alla popolazione degli omosessuali, che come tali non
vengono in alcun modo discriminati, nè tantomeno esclusi dalla donazione.

Dott. Pasquale Spagnuolo

Responsabile delle Politiche Sanitarie di AVIS
Nazionale

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