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Come dichiarare l’esistenza di un organo di controllo come il collegio sindacale nella propria sede Avis?
13.08.2010

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Quesito posto dall’Avis Comunale di Somma Lombardo (VA)

D: È opportuno che un’associazione di volontariato dichiari l’esistenza del suo collegio sindacale, sebbene la normativa preveda la non obbligatorietà per le ONLUS (e quindi le OdV) che hanno ricavi inferiori ad 1.032.000 euro circa?
Con che codici va comunicata questa esistenza nei modelli dichiarativi? Il nominativo del Presidente dei Revisori, in quanto incaricato al controllo contabile, va indicato nei modelli dichiarativi, seppur non sia iscritto all’albo?
Risponde Sergio Torelli, Presidente del Collegio dei Sindaci di AVIS Nazionale
R: Nei modelli dichiarativi per gli enti non commerciali, quando il collegio sindacale non è obbligatorio per legge ma è effettivamente operante, ritengo sia filologicamente corretto sempre indicarlo, se non altro per un obbligo “contrattuale”. Infatti lo statuto di una associazione è a tutti gi effetti civilistici un “contratto”, ed infatti in dottrina lo statuto viene indicato come “contratto sociale” e le singole clausole ed articoli sono definite “norme pattizie”. Per quanto detto, come del resto avviene per tutti i contratti nel nostro Ordinamento, lo statuto ha quindi “forza di legge” per chi lo sottoscrive e/o per chi è tenuto ad eseguirlo e/o per chi è tenuto a dare corso alla sua efficacia: pertanto ritengo che non sia possibile celare in qualsivoglia sede dichiarativa l’esistenza di un Organo di Controllo. Credo che su una prima conclusione di codesta guisa potrai aderire agevolmente, unitamente all’Organo Direttivo ed a quello di Controllo della Tua AVIS Comunale.
QUALIFICAZIONE DELL’ORGANO DI CONTROLLO Anche la definizione data di “ORGANO di CONTROLLO” non è casuale. Infatti il Codice Civile impone e descrive funzioni diverse con requisiti specifici in tema di controllo contabile, in tema di revisione contabile interna e, per particolari situazioni, in tema di controllo contabile esercitato da Revisori Esterni, mutuando di fatto nel nostro ordinamento civilistico modelli anglosassoni di area Common Law. Per essere sintetici, il nostro Codice Civile descrive quindi diversi Organi a cui la legge demanda incarichi diversi: collegio sindacale, responsabile della revisione, per poi finire alle società di revisione iscritte nell’apposito albo CONSOB. In quegli ambiti, per svolgere tali attività previste come obbligatorie dalla legge, bisogna avere ovviamente i requisiti professionali riconosciuti dall’Ordinamento, requisiti diversi per fare le differenti attività cui i diversi organi sono destinati. Quando siamo fuori da codeste previsioni di obbligatorietà, dobbiamo quindi parlare di un generico “collegio sindacale” e in alcuni casi di un ancor più generico “organo di controllo”.
MODELLI DICHIARATIVI Nelle anagrafiche dei dichiarativi, invece di inserire il codice “1” che si riferisce alla figura del Revisore Contabile, consiglio di mettere il codice “4” che si riferisce genericamente ad un membro di Collegio Sindacale. Nel quadro RO, nell’indicare la qualifica dei soggetti responsabili interni, ti invito alla indicazione della opzione “C”, che si riferisce genericamente ad un ORGANO DI CONTROLLO.
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