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Antropologia della donazione, ecco la presentazione nella capitale
23.09.2011

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Annamaria Fantauzzi, docente di Antropologia Medica e Culturale presso
l'Università di Torino, responsabile dell'Osservatorio Nazionale per la cultura
del sangue di AVIS Nazionale e di diverse missioni in Africa e nei Paesi
dell'Est, autrice di importanti ricerche sulla donazione del sangue, in rapporto
soprattutto ai temi dell'identità e dell' immigrazione, il 23 settembre
presenterà a Roma il suo nuovo libro pubblicato dal titolo "Antropologia della
donazione" ( Editrice La Scuola, pp. 242; euro 13,50). L'iniziativa,voluta
dall'Avis regionale Lazio, in collaborazione con l'Assessorato per il Terzo
Settore e la Tutela del Consumatore della Regione Lazio e con Centri Servizi per
il Volontariato del Lazio, si svolgerà alle 17 presso la Sala Conferenze del
Cesv Lazio in via Liberiana, 17 e vedrà –insieme a quello dell'autrice- gli
interventi del presidente Cesv Francesca Danese, del presidente nazionale Avis
Vincenzo Saturni , dei presidenti regionali Avis Renzo Briganti (Lazio), Andrea
Tieghi (Emilia Romagna). del direttore del Centro nazionale Sangue Giuliano
Grazzini, del direttore del Dipartimento Storia, Culture e Religioni,
dell'Università La Sapienza Mariano Pavanello, di Alessandro Lupo, professore
associato di discipline demoetnoantropologiche nello stesso ateneo romano.
Saranno presenti anche diverse rappresentanze delle Comunità multietniche
presenti nel Lazio.
Il nuovo libro di Annamaria Fantauzzi nasce da un indagine che -aperta da uno
sguardo storico sulla donazione del sangue, intesa non solo come tecnica
medico-sanitaria di reclutamento di risorse ematiche ma, soprattutto, come
attività connessa alla sfera del volontariato e dell'associazionismo -, passa
poi più specificatamente, ad analizzarne quelle implicazioni antropologiche che
permettono di rilevare il carattere culturale e sociale della donazione del
sangue. E qui, in particolare, il rapporto tra donazione del sangue e categoria
del dono, viene scandagliato alla luce dei contributi di autori come Mauss,
Titmuss, Godbout. Nelle pagine successive la riflessione antropologica
interviene anche nella valutazione delle figure del medico-prelevatore e del
donatore: ridefinendone ruoli e implicazioni nella pratica della donazione.
L'ultimo capitolo del lavoro è dedicato al rapporto tra donazione del sangue e
immigrazione, con riferimento al caso etnografico della comunità marocchina di
Torino che ha organizzato alcune giornate di donazione con l'Avis locale. Il
confronto tra le due tipologie di donazione del sangue, da parte di italiani e
da parte di immigrati, permette di comprendere meglio le dinamiche sociali e
culturali che determinano questo tipo di dono, nel tentativo di individuare
quale posto esso rivesta nella società contemporanea
 

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