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Pillole di AVIS, dalla rassegna stampa del 14 ottobre
14.10.2011

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Barletta ricorda le vittime della tragedia sul lavoro

Questa mattina, la città di Barletta e l’Avis comunale hanno ricordato le
vittime della tragedia sul lavoro avvenuta la scorsa settimana.

Dapprima, presso l’Auditorium Scuola Elementare VII Circolo “Giovanni Paolo
II” (Via dei Pini) si è tenuta la conferenza e l’incontro pubblico con le
Autorità aperto alla Cittadinanza e alle Scuole della Città.
A seguire c’è stato il forum su “LA DONAZIONE DI SANGUE NELLE GRAVI SCIAGURE.
ATTUALITA’ E MEMORIE DAL CROLLO DI VIA CANOSA A BARLETTA”
Al termine del forum è stata ufficializzata la richiesta di Medaglia d’Oro al
Valor Civile al gonfalone della Città di Barletta per i soccorritori della
tragedia quale primo esempio di protezione civile nell’Italia del dopoguerra

La mattinata si è conclusa con la deposizione di corone d’alloro al Cippo
commemorativo in memoria dei martiri dell’edilizia nell’area verde di Via dei
Pini (in occasione del secondo anniversario del suo scoprimento) e sul luogo del
crollo in Via 16 Settembre 1959.

 

Treviso, Avis e Fabrica insieme per il secondo anno

“La parte più dolorosa è togliersi il cerotto”. Lo pensano i giovani
protagonisti dell’ultima campagna ideata da Fabrica per Avis provinciale.
Presentata stamane nella Sala Verde del Municipio di Treviso, ha l’obiettivo di
indurre i giovani ad avvicinarsi al dono del sangue. Da sempre Avis mira a
convincere i giovani a diventare donatori ed essendo la donazione di sangue uno
stile di vita, è necessario agire a livello culturale.E’ il secondo anno che i
giovani creativi di Fabrica firmano la campagna di sensibilizzazione di Avis
provinciale, il tutto sotto l’egida del Comune di Treviso che, tramite
l’assessore al Sociale, Mauro Michielon, che ha definito la donazione “la più
alta forma di donazione perché non si conosce il beneficiario” lo scorso anno ha
messo in contatto l’agenzia creativa voluta dalla Benetton e l’Avis provinciale.

Il manifesto dello scorso anno mostrava un ragazzo, Giovanni, con un grosso
cerotto sul braccio che diceva che l’unico dolore del donare il sangue era
togliersi il cerotto. Quest’anno i creativi hanno fatto si che Giovanni
invitasse otto amici di diverse nazionalità e il risultato è uscito un simpatico
ed accattivante manifesto che raffigura nove volti di giovani colti nella
smorfia di fastidio che accompagna l’atto di staccarsi un cerotto che alla fine
i giovani dicono essere l’atto più doloroso della donazione del sangue.
Omar Vulpinari, Expanded Media Director di Fabrica, nel ribadire la volontà di
Fabrica di continuare a sostenere Avis provinciale ha spiegato la scelta
creativa: “Abbiamo voluto lavorare contro la paura legata all’atto della
donazione, in primo luogo quella del dolore, e visto che il nostro target sono i
giovani, abbiamo voluto che fossero altri giovani a portar loro il messaggio. I
giovani, infatti, non vogliono sentirsi comandati e per creare consenso l’invito
deve partire da loro pari”.

La campagna sarà diffusa da metà ottobre in forma di affissione. Per Fabrica si
tratta di un ulteriore tassello nel mosaico delle collaborazioni con istituzioni
nazionali ed internazionali a favore di argomenti di carattere sociale, con
particolare attenzione alla sfera della salute e della prevenzione: la
pluriennale collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per cui ha
realizzato campagne contro il fumo, la tubercolosi, per la prevenzione degli
incidenti ai bambini e per la sensibilizzazione sul tema della disabilità, solo
per citare le più recenti.
Sono iscritti all’Avis provinciale circa 35 mila soci, di cui 32 mila sono i
donatori attivi. Ogni mese si iscrivono all’Avis 210 persone Lo scorso anno c’è
stato il record di donazioni: oltre 50 mila sacche. Quest’anno si è registrato
un calo, pari al 4.4% dovuto, che secondo il presidente di Avis provinciale,
Gino Foffano, è dovuto ad un disagio che stanno vivendo singoli e famiglie per
il quadro economico incerto che molto spesso significa anche perdita di lavoro:
le preoccupazioni distoglierebbero gli avisini dal dono del sangue.

Lo zoccolo duro dei donatori (30%) ha dai 40 ai 50 anni. I giovani dai 18 ai 20
anni solo il 2.4%, quelli dai 21 ai 30 il 16%, mentre il 30% dei donatori è di
età compresa fra i 30 e i 40 anni.

 

notizia tratta da www.oggitreviso.it
del 13 ottobre 2011

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