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Pillole di AVIS, dalla rassegna stampa del 17 ottobre
17.10.2011

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Catanzaro, ecco la casa del donatore

Un luogo d’incontro oltre che di donazione, un punto di riferimento per i
13.000 avisini della provincia di Catanzaro che correntemente, con generosità e
animati da altruistico senso di solidarietà umana, donano il proprio sangue.

Si tratta della “Casa del donatore di sangue” dell’Avis. Una realtà, quella
avisina provinciale, che presenta numeri importanti: 40 cellule comunali,
donatori in tutti i Comuni della provincia, 20.000 unità di sangue raccolte
nel2010, 5 dipendenti, 60 medici e 90 infermieri che collaborano correntemente,
13 auto di servizio a cui va ora ad aggiungersi appunto la casa del donatore. Un
moderno punto raccolta, all’avanguardia per ciò che concerne il prelievo del
sangue, frutto di oltre dieci anni di oculata gestione dell’associazione di
volontariato. La struttura, progettata su due livelli e costruita nel rispetto
di tutte le normative vigenti, soprattutto in campo sanitario, è stata
inaugurata in località Profeta ricadente nel territorio di Caraffa.

Alla cerimonia inaugurale, ospitata nella sala destinata a Scuola di formazione
dell’Avis regionale, hanno preso parte il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci,
il presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, il
direttore generale Asp Gerardo Mancuso, il sindaco di Lamezia Terme Gianni
Speranza, il presidente dell’Ordine dei medici di Catanzaro, Vincenzo Ciconte,
il tesoriere nazionale e i presidenti regionale e provinciale Avis, Rocco
Chiriano, Paolo Marcianò e Giampaolo Carnovale, oltre ai presidenti delle
cellule comunali del sodalizio e ad operatori delle strutture sanitarie e del
mondo del volontariato della provincia. Ha fatto gli onori di casa, scandendo i
tempi della manifestazione, il responsabile provinciale della comunicazione
Avis, Francesco Broso.

«Questa sera celebriamo un momento storico per la nostra provincia e per tutta
la regione ha esordito il presidente provinciale Giampaolo Carnovale –
finalmente i donatori hanno una casa dove donare il sangue. Per noi – ha
aggiunto – è motivo di orgoglio e vanto presentare ai donatori e alle
istituzioni questo punto raccolta, una struttura tra le più attrezzate del
meridione.

Ora siamo pronti ad affrontare le sfide future, tra le altre l’organizzazione
dell’aferesi che purtroppo in Calabria non è ancora possibile fuori dalle
strutture sanitarie. L’ambizione è di poterla organizzare qui, nella nostra
sede, evitando anche innumerevoli costi al servizio pubblico. L’intento comunque
è quello di valorizzare al meglio questa sede e contribuire a migliorare la
sanità calabrese».

Un evento che anticipa di un giorno le celebrazioni (a Catanzaro) del
quarantesimo compleanno dell’associazione provinciale e che, di fatto,
sintetizza la valenza dell’opera svolta dell’Avis nel campo del volontariato e
della donazione.

«Grazie all’Avis – ha sottolineato il presidente regionale Paolo Marcianó –
siamo cresciuti tantissimo quasi da raggiungere dappertutto l’autosufficienza,
anche se questo è un traguardo mobile, dinamico che necessita di una azione
continua legata alle scoperte tecnologiche e alla scienza. In questo senso la
presenza della casa del donatore in questa area, di fronte all’Università, è
significativa per tutta la Calabria. Dobbiamo fare in modo – ha concluso

– che questo enorme patrimonio, rappresentato da 40.000 donatori nella regione,
non solo aumenti ma migliori la sua organizzazione per superare i parametri dove
siamo deboli soprattutto sul plasma e sugli emoderivati».

Un concetto ribadito da Rocco Chiriano per il quale quella dell’Avis provinciale
e regionale è una storia costruita pian piano. «A piccoli passi abbiamo
intrapreso, non senza qualche scivolone, questo cammino conquistando un pezzo di
territorio alla volta e puntando alla formazione del cittadino solidale che
mette al centro della propria missione i bisogni dell’uomo e non il proprio
egoismo. Un cammino – ha sostenuto – finalmente portato a compimento, ma che
rappresenta pur sempre una mèta simbolica perché la vita continua e, di
conseguenza, gli obiettivi si rinnovano come quelli inerenti le cellule
staminali e l’autosufficienza sul plasma.”

da La Gazzetta del Sud

I 40 anni di Loano

La Sezione di Loano dell’Avis-Associazione Volontari del Sangue – Onlus, ha
festeggiato ieri il quarantesimo anniversario dalla fondazione avvenuta nel
1971.

La giornata di festa è iniziata con il raduno di tutti i partecipanti in Piazza
Italia,di fronte al Municipio. Poi il corteo con i Labari delle Sezioni Avis
verso Corso Europa dove alla presenza delle autorità, religiose, civili e
militari, sono stati inaugurati i Giardini “Donatori di Sangue” e il busto
bronzeo del Dottor Vittorio Formentano fondatore nel 1927 dell’Associazione
Volontari Sangue. Il busto è stato fatto solo in 19 esemplari ed è presente uno
per ogni Regione, rendendo ancora più significativa e importante nell’anno dell’
Unità d’Italia questa cerimonia.

Al termine la Santa Messa presso la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
in memoria di tutti i donatori di sangue defunti. I festeggiamenti sono poi
proseguiti nell’atrio di Palazzo Doria, sede del Municipio di Loano, con la
premiazione dei donatori che si sono distinti per numero di donazioni e per la
partecipazione alle attività associative.

Durante la manifestazione ha prestato servizio la Banda Musicale “S.M.
Immacolata” di Loano.

“Insieme al sindaco e all’amministrazione comunale – dice il vice sindaco Remo
Zaccaria- abbiamo voluto aderire e riconoscere ai tanti donatori loanesi del
passato e di oggi e a tutti i volontari che ogni mese si impegnano
volontariamente, per raccogliere sangue, che poi vanno a finire al centro
trasfusionale dell’ospedale Santa Corona, un valore sociale del loro operato,
dando a loro uno spazio al centro cittadino per sensibilizzare sempre di più
questo importante servizio”.

“Nei primi quarant’anni di vita dell’AVIS di Loano desideriamo ricordare tutti i
donatori, passati e presenti, che con la loro opera silenziosa ma assolutamente
indispensabile e di alto valore morale hanno contribuito a lenire le sofferenze
di tante persone bisognose di trasfusioni di sangue. Ricordiamo anche i
presidenti sezionali che si sono succeduti negli ultimi anni: il Cav. Armando
Arboco, storico Presidente, il Prof. Pietro Oliva, l’Arch. Felice Rocca, Remo
Zaccaria e l’attuale presidente Fabio Mauri, che con il loro impegno sono
riusciti a far si che la sezione di Loano dell’AVIS festeggi oggi quaranta anni
di vita!” si legge in una nota dell’Avis di Loano.

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