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Otto giovani su dieci non conoscono le opportunità del non profit sul proprio territorio
15.05.2012

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Con il progetto “S.E. Ci. Coinvol. Gi.”, AVIS si è impegnata nella
promozione delle tante opportunità che le
associazioni di volontariato forniscono ai giovani per l’impegno nei
contesti comunitari, tra cui annoveriamo anche il Servizio
Civile Nazionale e il Servizio Volontario Europeo.

Il seminario promosso a Napoli dall’11 al 13 maggio scorsi rappresenta
anche l’esito di un parallelo programma di ricerca su questo tema che
AVIS Nazionale ha condotto con la collaborazione dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano, responsabile della raccolta e
dell’analisi dei dati.

L’unità di ricerca dell’Università, coordinata dalla prof.ssa Elena
Marta, vanta da lunghi anni esperienza nel campo dei comportamenti
prosociali e in particolare del volontariato e della donazione di
sangue.

Obiettivo principale di questa indagine è stato quello di comprendere
il grado di conoscenza dei giovani rispetto alle possibilità di impegno
che i loro contesti territoriali offrono.

I risultati sono stati presentati a Napoli dai ricercatori Maura Pozzi
e Paolo Guiddi: “Lo studio è stato condotto somministrando dei questionari a circa 770 giovani incontrati nelle scuole, università, centri di aggregazione, sportelli informa giovani ed Eurodesk
di tre Regioni
rappresentative del Nord, Centro e Sud Italia: la Lombardia, il Lazio e la
Campania.

L’analisi dei dati raccolti ha messo in evidenza come le nuove generazioni
conoscano solo alcune delle possibilità di impegno che le realtà
associative offrono. Infatti, l’81,6% degli intervistati ha dichiaratato di non conoscere le esperienze
giovanili attivate negli ultimi cinque anni sul proprio territorio. Del resto – commentano Pozzi e Guiddi – punti di forza e di debolezza delle
proposte del territorio sono temi noti in letteratura. Tra tutti i settori presi in esame (Servizio Civile Nazionale, Servizio Volontario Europeo, progetti di cooperazione internazionale e consulte giovani), il primo sembra essere quello più conosciuto dai giovani intervistati.

Il confronto tra diverse aree geografiche ha consentito di porre in luce
sia gli elementi trasversali del fenomeno, sia quelli più specifici
legati alle caratteristiche del territorio o della città presi in
esame. La rappresentazione sociale dell’impegno può sintetizzarsi nell’idea di
crescita e formazione personale e lavorativa. È interessante
evidenziare anche la funzione di orientamento che viene riconosciuta da
tutti i giovani e la sottolineatura all’idea stessa di servizio inteso
anche come un mettersi a disposizione della società.
E’ rilevante anche la richiesta dei giovani di essere parte attiva non
solo nella fase di realizzazione, ma anche nella fase di progettazione
e publicizzazione di queste possibilità di impegno nei territori di
appartenenza”.

“Sebbene facciano riferimento a un campione di persone residenti in sole tre Regioni italiane – ha commentato il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni – questi dati rappresentano un’importante fonte di riflessione su numerosi aspetti legati al coinvolgimento giovanile e alla presenza del non profit sul territorio. In particolare, dimostrano quanto sia più che mai fondamentale rafforzare i legami in rete tra le associazioni e gli organismi che operano nel Terzo Settore, per incentivare la loro capacità di penetrare maggiormente le diverse realtà locali e sociali presenti nel nostro Paese”.

In allegato la sintesi dei risultati

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