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‘S.E.Ci.Coinvol.Gi’, prove di teatro interattivo
16.05.2012

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Un teatro interattivo per una convention sulla cittadinanza attiva. E’ stato
questo il pensiero che ha orientato il lavoro del gruppo di attori dell’APS
Calypso – il teatro per il sociale, e che ha portato alla produzione della
conferenza performativa dal titolo Change.

Venerdì 11 maggio 2012 alle 21 gli iscritti al convegno S.E. CI. COINVOL.GI.
promosso da AVIS si sono ritrovati in un azione di teatro invisibile. Dal primo
pomeriggio due attrici si sono mimetizzate come hostess AVIS, la terza non si è
mai presentata nei ritrovi pubblici del convegno e la quarta attrice ha giocato
il ruolo di partecipante al convegno ed ha inoltre raccolto gli avanzi di cibo
dei pasti programmati. Tali avanzi, ed altri provenienti dai bar della zona,
sono stati “allestiti” nel foyer della sala per la conferenza performativa come
“imprevisto” increscioso. Una “falsa” vicedirettrice dell’hotel che ha ospitato
la convention, si è scusata per l’inconveniente e ha chiesto al “colpevole” di
autodenunciarsi per discutere con lui delle regole di convivenza e del motivo
della sua azione di recupero del cibo, destinato – si scoprirà di lì a poco – a
centri di raccolta di cibo per i bisognosi della città. Il colpevole si denuncia
e l’attrice-direttrice dichiara che lo spettacolo può ora cominciare.

All’ingrasso nella sala destinata a Change i partecipanti sono stati
arbitrariamente divisi in tre settori e dopo pochi minuti gli attori sono
rientrati in un set che si ispirava ad un’aula di tribunale, con i seguenti
ruoli: la partecipante al convegno che si era impegnata nel riciclo del cibo
come imputato, due hostess avis come giudice e avvocato dell’accusa e la falsa
vicedirettrice come avvocato della difesa. Ma anche il pubblico ha scoperto di
avere un ruolo: un settore era composta dai testimoni, l’altro dalla corte dei
giudici e il terzo dalla giuria popolare. Si è così celebrato il processo che
esaminava, nell’argomentarsi dei due avvocati, i principali temi di motivazione
all’essere cittadino attivo o, viceversa passivo, fino alla richiesta di
pronunciare una sentenza sulla colpevolezza o innocenza dell’imputato come
esecutore di atti di cittadinanza attiva, citando articoli precisi della
Costituzione Italiana a sostegno della sentenza. Il rito teatrale si è chiuso
con il ringraziamento per la partecipazione del pubblico senza la quale non
sarebbe stata possibile la realizzazione della conferenza performativa.

Lo stesso spirito di gioco, interazione e creazione di uno spazio espressivo
comune, ha animato il gruppo di lavoro del giorno successivo dedicato al tema
della cittadinanza attiva affrontata con la metodologia del teatro e della
performance sociale. Un gruppo molto motivato di ragazzi provenienti da tutta
Italia ha si è interrogato su che cosa muova una persona a diventare un
cittadino attivo ed ha creato sia una serie di scene di teatro d’immagine – una
tecnica di costruzione di azioni fisiche senza parola – che dei testi poetici
successivamente montati insieme e restituiti in assemblea plenaria: le parole
dei ragazzi facevano da musica e cornice di significato alle potenti immagini
create dagli attori. Un reading di parole e corpi esito di tre intense ore di
lavoro condotte attraverso l’azione di facilitazione da parte di una formatrice
di Calypso, complici gli strumenti del teatro che scavano nel vissuto dei
partecipanti e nel loro pensiero, esaltando i significati della comunicazione
non verbale che arricchisce ed integra la componente più razionale e conscia del
raccontare e riflettere dei volontari.

Per maggiori informazioni
http://www.teatrocalypso.it

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