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Plasma e plasmaderivati, i 10 punti irriunciabili
29.05.2012

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Avis ribadisce fermamente e considera irrinunciabili gli
obiettivi e le affermazioni della legge 219/2005.
In particolare:
1) L’autosufficienza nazionale dei farmaci plasmaderivati va raggiunta
attraverso la donazione volontaria, periodica,
anonima, non remunerata ed associata del sangue e del plasma.

2) Ai fini del perseguimento degli obiettivi del punto uno chiediamo la garanzia
che vengano definiti strumenti di
governo complessivi del sistema che partano dalla adozione di tariffe di scambio
stabilite a livello nazionale, anche con riferimento a modelli già sperimentati.

3) Il plasma umano è un bene etico, sanitario ed economico pubblico, di
proprietà delle Regioni, non è commerciabile e non può essere fonte di profitto;
di conseguenza è irrinunciabile il modello “conto lavoro” per il conferimento
alle Industrie farmaceutiche del plasma donato, con integrale restituzione dei
farmaci plasmaderivati prodotti.

4) Si raccomanda che nella predisposizione dello schema tipo di convenzione che
disciplina i rapporti tra Regioni e industrie di lavorazione del plasma, la
classificazione del plasma conferito faccia riferimento a quanto previsto dalla
Farmacopea Europea, consentendo di migliorare le strategie volte alla
valorizzazione del dono.

5) Le eventuali eccedenze di farmaci plasmaderivati delle singole Regioni o dei
raggruppamenti di Regioni devono poter essere ceduti o scambiati tra le Regioni
per il conseguimento dell’autosufficienza nazionale, secondo il modello già
collaudato delle cessioni degli emocomponenti, sulla base delle tariffe
nazionali e con il ruolo di coordinamento da parte del Centro nazionale sangue.

6) Le eventuali eccedenze nazionali di singole specialità farmaceutiche devono
essere messe a disposizione degli
ammalati di altri Paesi europei ed extraeuropei carenti, mediante accordi e
iniziative di cooperazione internazionale, nell’ambito di progetti umanitari e/o
di ricerca scientifica, a titolo gratuito o con il solo ristoro dei costi di
produzione, stipulati dallo Stato e/o dalle Regioni italiane, anche con la
partecipazione attiva del Volontariato organizzato.

7) Ogni Regione e Provincia autonoma deve far parte di uno dei raggruppamenti di
Regioni, costituiti per ottimizzare la plasmaproduzione; tali raggruppamenti
dovranno avere masse critiche tali da consentire le migliori condizioni
economiche e la continuità di fornitura dei farmaci. Altresì importante è che
vengano stabilite regole comuni di azione tra i diversi raggruppamenti.

8) Il volontariato del sangue deve essere adeguatamente rappresentato nei gruppi
di coordinamento dei raggruppamenti regionali ai fini della programmazione delle
attività e del monitoraggio.

9) L’appropriatezza d’uso dei farmaci plasmaderivati deve essere un altro
aspetto strategico su cui operare, predisponendo strumenti efficaci di
valutazione, e puntare al loro inserimento tra quelli prescrivibili unicamente
in ambiente ospedaliero.

Si auspica inoltre che, fatte salve specifiche esigenze
terapeutiche stabilite in base a rigorosi criteri clinici, le Regioni
stabiliscano come prioritario l’utilizzo di plasmaderivati prodotti in conto
lavoro da plasma di donatori italiani volontari e non remunerati.

10) La tutela e la promozione del farmaco etico di origine biologica umana, che
deve condurre all’autosufficienza
nazionale, deve portare alla trasparenza l’origine del prodotto che va
dichiarata su ogni confezione del farmaci
plasmaderivati, per rispetto verso il generoso gesto dei donatori volontari non
remunerati italiani, e per doverosa informazione verso gli ammalati che questi
farmaci utilizzano.

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