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Volontariato e retribuzioni
20.08.2012

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Da Vita, il mensile del Non Profit

 

D: Sono il presidente di un’associazione di volontariato. Da due anni circa svolgiamo un servizio di gestione per un centro socio educativo a favore dei soggetti diversamente abili residenti nel nostro comune. Per lo svolgimento del servizio abbiamo impegnato dalle 4 alle 6 figure giornaliere necessarie, tutte reclutate tra i nostri soci. Per ognuno di questi volontari l’Associazione riconosce un rimborso spese mensile non superiore a 140 euro. Tali rimborsi sono stati definiti mediante apposite delibere del consiglio direttivo di sezione e sono stati sempre riconosciuti solo ed esclusivamente mediante ricevuta sottoscritta da ogni socio. Cosa potrebbe succedere in caso di controllo fiscale?

 

Risponde Carlo Mazzini, esperto di legislazione degli enti non profit e fiscalità

 

Dagli elementi che ci fornisce e da quelli che abbiamo reperito in rete, ci troviamo di fronte a un chiaro caso di fraintendimento totale del senso della legge sul volontariato. A livello locale bel 15 anni fa avete deciso di iscrivervi al Registro regionale del volontariato. La legge nazionale sul volontariato (L. 266/91) e di rimando quella regionale vietano nel modo più assoluto la presenza di scopo di lucro anche indiretto agli aderenti all’organizzazione di volontariato, e va a definire i rimborsi per ciò che sono, ovvero spese che il volontariato ha anticipato per conto dell’associazione. Pertanto, ciò che Lei chiama “rimborsi spesa” tali non sono, poiché si tratta di vere e proprie retribuzioni per attività, magari non professionalmente organizzate, che peraltro producono redditi in capo ai percipienti.

 

Un’organizzazione di volontariato può, ai sensi dell’art. 3, comma 4 della legge 266, avvalersi di lavoratori (dipendenti o autonomi) “esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento, oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da esse svolta”.

 

Questi lavoratori non possono assolutamente far parte dell’ente, e quindi esserne soci o qualificati come volontari. Ad un controllo fiscale, pertanto, rischierete molto, in quanto non avete operato né le ritenute d’acconto, né quelle previdenziali, oltre a non aver assolto agli obblighi dichiarativi, così come per gli stessi soci. Inoltre, l’amministrazione finanziaria dovrebbe segnalare il Vostro caso alla Regione che – a fatti esposti – non potrebbe far altro che cancellarvi dal Registro regionale del volontariato.

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