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Plasma Master File: a che punto siamo
12.11.2012

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Mancano ormai poco più di due anni al 31 dicembre 2014, data entro la quale
tutta la filiera del plasma – dal donatore e dai centri di raccolta, alla vena
dell’ammalato – dovrà essere conforme alle normative europee in tema di Plasma
Master File.

Quali sono le norme che regolano questo complesso e articolato sistema? Quali passi sono stati compiuti in questi ultimi anni nel nostro Paese? Questi sono stati i temi al centro del Corso E.C.M.
promosso venerdì 9 novembre al Centro Vittorio Formentano di Limbiate da AVIS
Nazionale e Avis Regionale Lombardia.

Ad aprire la ricca serie di interventi è stata Maria Rita Tamburrini,
Direttore dell’Ufficio VIII – Trapianti e Sangue del Ministero della Salute, che
ha illustrato i contenuti dei nuovi decreti ministeriali in materia di plasma e
plasmaderivati del 12 aprile 2012, pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale n.147 anno 153 del 26 giugno
scorso.

La parola è passata a Giuliano Grazzini,
direttore del Centro Nazionale Sangue, che nella sua relazione ha posto l’accento sulle politiche
italiane in materia di sangue, sicurezza e autosufficienza dei prodotti
emoderivati, sottolineando come sia pressante la necessità di conseguire la piena conformità alle norme regolatorie
di settore di matrice europea su tutto il territorio nazionale e di portare a regime il sistema di verifiche ispettive dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta con periodicità biennale.

L’importanza strategica delle associazioni
di donatori nel garantire l’autosufficienza e la sicurezza delle trasfusioni è
stato il tema al centro dell’intervento di Vincenzo Saturni, Presidente di AVIS
Nazionale, che ha ribadito anche in questa sede il valore etico, sanitario ed
economico del plasma raccolto in modo volontario e non remunerato. Saturni ha,
inoltre, ricordato come le associazione di donatori concorrano ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori.
«Il volontariato svolge un ruolo attivo nella programmazione, concertazione e co-progettazione, ma anche nella valutazione delle politiche sociali del territorio.  L’attività di AVIS è chiaramente inserita in questo scenario, contribuendo a dare una risposta efficace ad un bisogno di salute (garanzia di sangue e suoi derivati sicuri e di qualità), anche con le azioni di partecipazione istituzionale».

Ospiti dell’evento formativo sono stati
anche Davide Rossi, responsabile del CRCC della Lombardia, Ivana Menichini del
Settore Qualità del Centro Nazionale Sangue, cui è stato affidato il compito di
delineare i nuovi requisiti minimi per l’autorizzazione e l’accreditamento delle
Unità di Raccolta di sangue ed ecomponenti, e Marco Salmoiraghi, Direttore
Sanitario dell’AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), che ha concluso la
sessione pomeridiana descrivendo le nuove direttive per la raccolta e la
lavorazione di sangue in vigore nella Regione Lombardia.

Documenti



La relazione di Maria Rita Tamburrini



La relazione di Giuliano Grazzini



La relazione di Vincenzo Saturni



La relazione di Ivana Menichini



La relazione di Marco Salmoiraghi

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