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Ecco la campagna nazionale “+ Volontari – Bulli”
18.03.2013

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È stata ufficialmente presentata sabato scorso a Milano la campagna di AVIS Nazionale “+ Volontari – Bulli”, che comprende 10 spot realizzati nell’ambito del progetto omonimo che ha coinvolto circa 200 alunni di 10 classi di Milano e Pisa.

In rappresentanza della nostra Associazione sono intervenuti Rina Latu, vice-presidente vicario e moderatrice dell’incontro, e Luigi Tagliabue, coordinatore della sede nazionale, che ha illustrato le fasi di realizzazione di questa iniziativa finanziata dal Dipartimento della Gioventù. «Con questa iniziativa – ha ricordato Tagliabue – AVIS ha sperimentato l’efficacia della sensibilizzazione alla solidarietà come “antidoto” al bullismo. Grazie alla presenza di psicologi in aula, abbiamo previsto momenti di ascolto dove i giovani hanno liberato la loro emotività e condiviso le loro storie che, grazie agli attori dell’Associazione CinemaTeatroLux di Pisa, sono diventate dei canovacci per delle rappresentazioni di Teatro Sociale. Da questi laboratori, la casa di produzione 3Nero ha poi tratto degli utili spunti per dare vita alla campagna di comunicazione che presentiamo oggi per la prima volta e che sarà diffusa sul web e su tutto il territorio nazionale grazie alla fattiva collaborazione delle nostre sedi».

«I risultati di questo progetto – ha commentato Rina Latu – confermano che dal mondo del Volontariato e della Solidarietà nasce una risposta concreta e decisiva anche al disagio dei più giovani che deve diventare patrimonio di tutti. Questa iniziativa rappresenta, quindi, una concreta espressione del nostro impegno nella promozione di stili di vita che coniughino benessere, salute e cittadinanza attiva, in un percorso finalizzato ad accrescere l’attenzione soprattutto delle nuove generazioni a valori come la solidarietà, la generosità e il sostegno reciproco».

La conferenza ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche di Marco Granelli, Assessore al Volontariato del Comune di Milano, Simona Caravita, docente di Psicologia all’Università Cattolica di Milano, e Adriana Battaglia, referente del progetto “I am not scared”, promosso dalla Commissione Europea.

«Il 60% dei ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono partecipi di episodi di bullismo – ha commentato la prof.ssa Caravita. Gli studi dimostrano che questi fenomeni rappresentano un forte rischio per il disadattamento, dato che negli autori possono sfociare in atteggiamenti violenti e addirittura criminali, mentre possono portare a un basso livello di autostima nelle vittime ea una desensibilizzazione alle prevaricazioni negli spettatori. Le motivazioni che portano i bambini e i ragazzi ad assumere tali comportamenti sono molteplici e si possono ricondurre a tre grandi categorie: la trasgressione percepita come gratificante, la ricerca di affermazione nel gruppo e la tendenza a considerare l’uso della forza come uno strumento per il raggiungimento dei propri scopi. Oltre alle forme tradizionali di questo fenomeno, negli ultimi anni si è assistito all’emergere di quello che è stato denominato cyber bullismo, incentrato sull’utilizzo dei nuovi media come social network e siti per la condivisione di foto e video. I casi di prepotenza e prevaricazione veicolati dal web stanno aumentando sensibilmente e rendono necessario intervenire con tempestività ed efficacia, soprattutto per fornire ai ragazzi informazioni precise circa la fruizione di questi nuovi mezzi di comunicazione che possono essere molto pericolosi, se usati in modo scorretto».

Ricollegandosi a questo tema, la dottoressa Adriana Battaglia ha voluto ricordare come i suicidi tra gli adolescenti vittime di bullismo siano in crescita. Dopo aver mostrato, in apertura del suo intervento, il toccante filmato di Jonah Mowry, giovane americano che all’età di 14 anni ha pubblicato su Youtube un video per raccontare il suo profondo disagio e la voglia di ribellarsi a chi, per tanti anni, lo aveva ripetutamente offeso e ferito, la dottoressa Battaglia ha illustrato le finalità della campagna “I am not scared”. «Il progetto si propone di individuare le migliori strategie europee per prevenire e contrastare la violenza fisica e verbale tra i più giovani. L’iniziativa ha coinvolto insegnanti, dirigenti scolastici, alunni e genitori di istituti sparsi su tutto il territorio dell’Unione Europea. Attraverso un approccio “bottom-up”, cioè dalla base al vertice, sono state condivise a livello transnazionale le dinamiche che possono causare l’emergere e il consolidamento del fenomeno del bullismo e le strategie più efficaci per affrontarlo. Il confronto dei dati raccolti ha dimostrato come il bullismo costituisca la parte emersa di un ben più grave malessere evolutivo, che impedisce al soggetto di crescere in modo equilibrato in un contesto sociale di regole e di valori. Sia il ruolo di bullo, sia quello di vittima, implicano l’esistenza di difficoltà che si inseriscono in un quadro di disagio psicologico che può essere risolto con l’intervento di professionisti ed esperti di queste dinamiche sociali».

Qui sotto è disponibile il servizio andato in onda nell’edizione di sabato 16 marzo del TG3 della Lombardia.

Link

Canale di Youtube della campagna “+ Volontari – Bulli”

“Il fenomeno del bullismo” – relazione di Simona Caravita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

“L’esperienza in aula” – relazione di Gitana Giorgi, psicologa e psicoterapeuta

“L’efficacia dei laboratori teatrali” – relazione di Paolo Pierazzini, Direttore artistico TeatroLux

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