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Pillole di AVIS, dalla rassegna stampa del 30 luglio 2013
30.07.2013

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Lutto nel mondo sanitario per la scomparsa di Erasmo Baldini, 84 anni, per un trentennio responsabile del Centro Trasfusionale di Modena e colonna dell’Avis modenese.
Un uomo di rara umanità che per tutta la vita non ha mai separato l’aspetto etico da quello professionale, anche nella gestione delle competenze maturate. «Davanti al buco ci sono io» ripeteva ai suoi collaboratori, per far capire che sarebbe stato capace di assumersi le responsabilità delle decisioni difficili anche nei casi più controversi, dove diagnosi e prognosi diventavano più appuntite di un ago da prelievo. Eppure, dietro a quelle spalle in camice bianco c’era un uomo capace di sorrisi, di andare a prendere l’albero con i pazienti per le feste di Natale.
«Questa mattina – racconta la figlia Grazia, pure lei medico, davanti alle camere ardenti del Policlinico dove si alternavano amici e collaboratori per l’ultimo saluto – è venuto un paziente che è entrato in reparto quando era un bambino e che ancora oggi deve fare due trasfusioni al mese. Per lui sono indispensabili per sopravvivere. Mi ha ricordato episodi che mi hanno fatto toccare con mano quanto era affezionato a papà».
«È stato grazie a lui che è stato creato il Centro Trasfusionale a Modena nel 1968 – ricorda Marisa De Palma, che lo ha sostituito alla guida del Servizio Trasfusionale – La sua intuizione, con le nuove leggi sulla donazione e l’utilizzo di sangue e plasma negli ospedali, si è rivelata all’avanguardia ed è stata poi applicata nel resto d’Italia. Quello che era nato come un centro di servizio del Policlinico acquistò in seguito una valenza provinciale per essere al servizio di tutti gli ospedali modenesi. Un modello poi adottato in ogni provincia».

In questo quadro di collaborazioni continue, la sua diplomazia lo metteva in contatto con tutti gli ambienti. Garante naturale dei donatori, una volta in pensione diventò presidente dell’Avis provinciale, prima di venire fermato da un ictus nel 2005. Sopravvisse, ma con limiti impensabili per una persona attiva come lui. Chi lo ricorderà fra qualche anno non lo citerà però solo come allievo brillante di un caposcuola dell’ematologia, ovvero del professor Storti, ma anche come uno stretto amico di Enzo Ferrari. Con il Drake condivideva molti interessi, nonchè consigli medici: una stima reciproca durata per decenni tanto che il mago delle Rosse lo chiamò come responsabile delle sue donazioni sanitarie. I funerali si terranno domani alle 15.30 nella chiesa di S.Agnese.

da La Gazzetta di Modena

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