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5 per mille, Vita consegna le firme
05.11.2013

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Anche AVIS ha partecipato alla riunione straordinaria del comitato editoriale di Vita svoltasi lunedì 4 novembre a palazzo Marini, a Roma.
L’appuntamento è servito per consegnare all’Intergruppo parlamentare del Terzo Settore, guidato dagli onorevoli Edoardo Patriarca e Paolo Beni, le firme per la stabilizzazione del 5 per mille raccolte tra i cittadini e le associazioni di volontariato.
Ecco la cronaca della giornata redatta da Vita.

La campagna #Sappiatelo approda in Parlamento. Le diecimila firme raccolte dal magazine Vita e dai rappresentanti delle più importanti organizzazioni non profit per chiedere la stabilizzazione del 5 per mille sono state consegnate questa mattina alla Camera dei Deputati agli onorevoli Edoardo Patriarca e Paolo Beni, coordinatori dell’Intergruppo parlamentare per il Terzo Settore.

«Le firme e le storie raccolte in queste settimane – ha sottolineato Riccardo Bonacina, direttore editoriale di Vita – sono una testimonianza dell’indignazione suscitata dal comportamento di uno Stato che non ha finora mantenuto la promessa di stabilizzare una misura attraverso cui si esprime la libera scelta di sostenere le organizzazioni del Terzo settore; che mettendo un tetto a quanto i cittadini possono donare ne limita la libertà di scelta, in barba al tanto declamato principio di sussidiarietà; e che in più, di nascosto, ha sottratto una parte di queste risorse, 172 milioni in due anni, destinandole ad altri impieghi».

Nella legge di Stabilità all’esame del Senato ancora una volta è previsto un tetto a 400 milioni per il 5 per mille 2014, che verrebbe così ridotto di fatto a un 4 per mille

«Un ulteriore taglio che non possiamo accettare – ha ribadito l’onorevole Patriarca. Nei giorni scorsi abbiamo depositato una proposta di legge con cui chiediamo la stabilizzazione del 5 per mille con l’adozione di una legge ordinaria. Attendiamo che venga inserita nel calendario dei lavori parlamentari. Nel frattempo continueremo a fare pressione affinché venga rimosso il tetto e garantita la più ampia libertà di scelta a cittadini».

«Si tratta di trovare una copertura per poco più di 80 milioni di euro non mi sembra un obiettivo irrealizzabile nonostante la difficoltà di tenere in equilibrio il bilancio dello Stato», gli ha fatto eco l’onorevole Beni. «Quella del 5 per mille è una delle più clamorose e lampanti violazioni dello Stato nel rapporto fiduciario con i cittadini».

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