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In movimento, per un nuovo patto del terzo settore
27.02.2014

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«InMovimento non è un partito, ma una riconvocazione per sottoscrivere un nuovo patto di lavoro insieme». Ha esordito in questo modo il presidente di Vita, Riccardo Bonacina, nell’aprire la partecipatissima riunione del Comitato editoriale di oggi pomeriggio, che intendeva presentare alle organizzazioni della community la nuova sfida per il 2014.
“InMovimento”, ha spiegato Bonacina, “nasce dal senso di un’urgenza e una sfida: l’urgenza, di fronte ai tanti bisogni e disperazioni che incrociamo, di fare di più; la sfida è quella, contenuta nelle vostre stesse storie personali e di organizzazioni, di chi voleva e ancora vuole cambiare il mondo”.
Una prospettiva più ampia, dunque, di quella che ha condotto fino a qui gran parte del terzo settore italiano. «La domanda che possiamo farci è: può ancora bastare oggi rivendicare più risorse per le nostre organizzazioni e per il terzo settore?», ha continuato Bonacina. «Può ancora bastare rivendicare posizioni (ministri, sottosegretari, presenze ai tavoli istituzionali), che spesso si tramutano in rivendicazioni personali o lunghe ore di fatica inconcludente? Noi diciamo che potrebbe essere ora di cambiare il punto di vista, anche perché abbiamo chiesto risorse e le hanno tolte, si sono conquistate posizioni e nulla è cambiato, invece credo – ed è la storia di queste ore – che quando si è stati capaci di stare sulla fronteira dei bisogni e delle sfide del nostro tempo, si sono fatte proposte di cambiamento, più abbiamo fatto vedere risposte e più siamo stati considerati».
Il cambio di visuale è dunque questo: non rivendicare risorse ma giocarsi campagne, fare proposte, elaborare ricerche. «Per essere sulla frontiera delle questioni occorre però coraggio, capacità di ascolto, ricerca. E quindi alla soglia del ventesimo anno di età ci siamo detti: rimettiamoci In Movimento. Un appello a noi stessi prima di tutto e al mondo che raccontiamo: rimettiamoci in movimento, con umiltà ma anche con la convinzione di chi raccontandovi da vent’anni vede una certa malattia nel terzo settore, un affievolirsi di voce, una mancanza di attrattività e di capacità di inventare risposte». Come dice il papa: «Dobbiamo occuparci di iniziare processi più che di occupare spazi».
Una sfida che uscirà presto dalla redazione di Vita per essere presentata a tutto campo. La piattaforma civica, infatti, che è la spina dorsale di InMovimento, sarà sottoposta al pubblico dibattito su Civici proprio per uscire dall’autoreferenzialità e raccogliere i contributi di tutti.
E i primi contributi sono arrivati proprio dai tanti interventi che hanno caratterizzato il pomeriggio di lavoro. Cristina Nespoli, presidente di Enzo B, ha osservato che «se è da Vita che arriva un invito così caldo e forte è perché noi ci siamo frammentati negli anni, siamo diventati autoreferenziali, guardiamo il nostro ombelico e molto di quello che facciamo tende a farci sopravvivere». Ma non solo: anche far capire quello che le associazioni fanno per sovvenire ai bisogni è diventato molto più complicato: «Oggi se un’associazione va in un Comune chiedendo sostegno per esempio per accogliere le mamme sole, non interessa più a nessuno perché il bisogno è diventato nascosto, cancellato d’ufficio; non è sparito, ma nessuno lo vuole considerare. C’è la negazione del bisogno pur di non essere costretti a dare qualcosa. Non ho nulla da cambiare in questo manifesto, mi ci riconosco, lo sento mio. E’ un interessante nuovo modo di affrontare quello che ci aspetta. Non dobbiamo cambiare quello che siamo, ma ripartire sì».

Interviene poi Alessandro Mostaccio del Movimento Consumatori, «un ente che lavora nel contesto attuale, più che crearne uno nuovo, anche se dovremmo essere uno strumento di lotta e di garanzia. Oggi ci sentiamo meno soli con questo invito, e vorremmo contribuire e capire come muoverci. Sapere che c’è un’altra Italia in movimento ci conforta. Noi lavoriamo in tutti i settori economici, e siamo anche molto ascoltati a livello istituzionale; vorremmo migliorare nei contenuti e aumentare la nostra portata di tiro. Voi usate pure le nostre competenze, aiutateci a rimanere vivi per contribuire a costruire un paese in cui tutti ci sentiamo più a casa di adesso». Tocca poi a Franco Taverna di Exodus: «Ho trovato in questo manifesto dell’aria fresca, mi è sembrato di respirare, ci ho trovato una prospettiva e anche un compito nuovo affidato alla politica. La domanda è: abbiamo il fiato per reggere una corsa lunga? Dovremmo metterci nello zaino un po’ di provviste perché la strada non sarà breve, il cambiamento non succederà in un anno… bisogna attrezzarsi per qualcosa di più, ci vorrà tanta benzina e anche una certa riconoscibilità». «In Movimento è una delle prime esperienze che cerca di tradurre tutti i discorsi teorici in una iniziativa, qualcosa non di episodico, ma un processo», ha detto Sandro Corti di Confartigianato Persone. «Ho un suggerimento: proviamo a ricomporre valore economico e valore sociale. È una pista poco esplorata, soprattutto sul piano della narrazione, mi piacerebbe portarvi dentro esperienze e possibilità che attengano a questo aspetto». La riunione si chiude dando a tutti l’appuntamento al 21 marzo, al teatro dell’Elfo a Milano, dove si svolgerà la presentazione pubblica della piattaforma civica di In Movimento. Seguiteci su vita.it e sui social per tutti gli aggiornamenti. Ovviamente con l’hashtag #inmovimento

fonte: Gabriella Meroni, www.vita.it

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