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Investimento di risorse per adeguare i locali abibiti alla raccolta sangue
04.04.2014

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D: Vorremmo sapere se sia legittimo, ai fini legali e statutari, l’eventuale investimento di risorse disponibili da parte di un’Avis Comunale o, a supporto, di quella Provinciale, per adeguare possibili carenze strutturali che, ai fini dell’accreditamento, inibiscano i locali della sede stessa alla raccolta del sangue da parte dell’Unità di Raccolta.
In particolare, vorremo sapere se sia possibile investire tali somme se questi interventi dovessero essere effettuati in strutture non di proprietà della sede.
R: In linea di principio non vedo difficoltà, in quanto le risorse esistenti, anche se derivanti dai rimborsi per le donazioni previsti da convenzione con la struttura pubblica, vengono utilizzate per finalità strettamente legate alla attività di raccolta del sangue. Semmai vedo la necessità di regolamentare il rapporto fra le strutture interessate all’operazione, qualora sia una di esse a utilizzare le proprie risorse a favore di un’altra struttura: le somme vengono date a fondo perduto o come prestito infruttifero da restituire e in che termini? Qualora poi i lavori vengano eseguiti su proprietà altrui occorrerà avere l’autorizzazione del proprietario e chiarire se l’investimento venga fatto dalla struttura avisina senza alcun diritto a indennità per le spese sostenute o se in caso di riconsegna dell’immobile alla struttura avisina spetti un eventuale indennizzo per l’incremento di valore dell’immobile.
Risposta a cura del Tesoriere Nazionale, Giorgio Dulio

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