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L’Ocse valuta la sanità italiana
16.01.2015

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Mantenimento della qualità e contenimento delle spese, sostenendo le Regioni e Province Autonome che hanno una infrastruttura più debole.

Sono queste le principali sfide che attendono la sanità italiana, indicate dall’Ocse per il nostro Paese con il rapportoRevisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia’.
L’analisi è frutto di un lavoro di indagine e ricerca avviato da un progetto del 2012 finanziato dal ministero della Salute ed elaborato dalla Divisione Salute dell’Ocse di Parigi, con la collaborazione di Agenas e della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute.Lo studio, presentato il 15 gennaio a Roma alla presenza del MinistroBeatrice Lorenzin, mette subito in evidenza quelli che sono gli aspetti positivi del Ssn individuati nel documento. Emergono in primis gli indicatori di esito, qualità ed efficienza che risultano uniformemente notevoli. L’aspettativa di vita, 82.3 anni, è la quinta più alta tra i Paesi Ocse. I tassi di ricovero per asma, malattie polmonari croniche e diabete (indicatori di qualità delle cure primarie) sono tra i migliori e quelli di mortalità a seguito di ictus o infarto (indicatori di qualità dell’assistenza ospedaliera) sono ben al di sotto della media.

L’assistenza è buona ed è erogata ad un prezzo contenuto, pari a 3.027 dollari pro capite. L’Italia spende, infatti, molto meno dei Paesi limitrofi quali Austria (4.593), Francia (4.121) e Germania (4.650). Il sistema delle cure primarie ha tradizionalmente fornito un’assistenza primaria di alta qualità, come dimostrato da indicatori di qualità quali il ricovero ospedaliero evitabile; i livelli di soddisfazione del paziente sono anch’essi alti.

Fonte: QUOTIDIANO SANITÁ

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