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Servizio Civile: sì ai cittadini stranieri
30.06.2015

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AVIS Nazionale esprime piena soddisfazione per la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale (119/2015) che dichiara l’illegittimità dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77, nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana per l’ammissione allo svolgimento del Servizio Civile.

«È la dimostrazione che la cultura italiana è attenta a ogni forma di cittadinanza attiva – commenta Michael Tizza, responsabile del Servizio Civile per AVIS Nazionale. Con questa decisione, anche i giovani stranieri avranno la possibilità di servire il nostro Paese con attività di utilità sociale. In un’epoca dove l’immigrazione viene spesso stigmatizzata, il Servizio Civile diventa a tutti gli effetti uno strumento di integrazione, in grado di offrire anche agli immigrati l’opportunità di sentirsi coinvolti e partecipi nella nostra società».

Dello stesso avviso la CNESC, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile, cui fa parte anche la nostra Associazione: «La Corte Costituzionale – sottolinea il Presidente Licio Palazzini – ha ribadito quanto affermavamo da anni, cioè che l’esclusione dei cittadini stranieri dalla possibilità di prestare il Servizio Civile Nazionale comporta un’ingiustificata limitazione al pieno sviluppo della persona e alla valorizzazione dei giovani stranieri nella comunità di accoglienza».

Ricordiamo che già nel 2013 la Corte d’Appello di Milano aveva accolto il ricorso di uno studente di origine pakistana, ma residente in Italia da quando aveva tre anni. In quell’occasione, il bando fu riaperto per permettere di candidarsi anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia.

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