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È morto l’oncologo Umberto Veronesi
09.11.2016

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È morto ieri all’età di 90 anni Umberto Veronesi, medico oncologo di fama internazionale ed ex Ministro della Salute.
Lo ricordiamo con quanto un anno fa scriveva sul blog della rivista Oggi in fatto di donazione di sangue come ‘gesto di grande civiltà’.

 

LA NOSTRA SALUTE
di Umberto Veronesi
19 giugno 2015
Continuiamo a donare sangue: é un gesto di grande civiltà
SONO DONATORE DI SANGUE DA 30 ANNI. E NEL MIO PICCOLO M’IMPEGNO PER FAR CAPIRE AGLI ALTRI L’IMPORTANZA DI QUESTO GESTO. MI DÀ UNA MANO, CARO PROFESSORE? Fausto G., Modena
Lo faccio più che volentieri, anche sulla scia delle iniziative organizzate il 14 giugno, per la Giornata mondiale del donatore di sangue, che hanno individuato un punto di convergenza all’Expo di Milano, dove l’Avis ha unito a questa tematica l’importanza dell’educazione alla buona salute e all’alimentazione sana. All’Expo una delle installazioni più affascinanti e
visitate è l’Albero della Vita: a mio avviso, ha più di un collegamento col francobollo commemorativo apparso proprio in questi giorni, che rappresenta un albero da cui pende il magnifico frutto di una goccia di sangue. Il sangue è vita, e non lo si può ottenere in laboratorio. Perciò donare sangue è un atto di solidarietà e generosità che ci connette all’umanità intera.
Il soccorso ai feriti gravi e i molti interventi chirurgici sarebbero impossibili. Faccio un esempio concreto: le emorragie gravi in gravidanza, durante il parto o subito dopo, sono la maggiore causa di morte materna. Un dato deve farci riflettere: nel 2013, delle 289 mila donne decedute a causa di complicazioni per gravidanza o parto, ben il 27 per cento è da attribuire
proprio alle severe emorragie. Se si è in buona salute, si può donare il sangue dai 18 ai 65 anni, quattro volte all’anno se si è uomini e due volte all’anno se si donne. Il prelievo è assolutamente innocuo: 450 millilitri di sangue che si ricostituiscono in pochi giorni. Tutto il materiale per il prelievo è usa-e-getta e garantisce quindi la massima sicurezza. Infine, i donatori hanno
un vantaggio: in occasione di ogni donazione, un campione di sangue viene inviato in laboratorio per ef ettuare esami gratuiti e approfonditi. È il “grazie” che la comunità civile rivolge ai donatori, la cui salute viene così controllata e protetta.
Ci sono ancora 75 Paesi in cui la raccolta di sangue è sotto la soglia minima che garantisce le trasfusioni, ma pian piano si registra un progresso. In Italia, dove la donazione di sangue è sempre più condivisa, incominciamo a raccogliere i frutti del messaggio.

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