Concluso ad Ancona un fine settimana dedicato al dono e ai novant’anni di AVIS
06.03.2017

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Lo scorso fine settimana Ancona ha accolto centinaia di donatori di sangue provenienti da tutta Italia per due eventi di carattere nazionale e internazionale.

 

Sabato mattina l’elegante Salone della Loggia dei Mercanti ha ospitato il convegno “La donazione di sangue nel Bacino del Mediterraneo” che ha visto la partecipazione, in veste di relatori, di numerosi dirigenti e volontari AVIS, medici e rappresentanti di associazioni di Paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo (link alle relazioni).

 

Nel pomeriggio ha preso il via il primo Forum Intergenerazionale dal titolo “Generazione90: attualità, dialogo e proposte per il futuro di AVIS” (Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Economia – Caserma Villarey) (link alle relazioni).

 

«Il 2017 è un anno speciale per la nostra Associazione – sottolinea il Presidente nazionale, Vincenzo Saturni – perché ricorre il novantesimo anniversario della nostra fondazione. Proprio Ancona fu una delle città in cui, nel lontano 1927, sorsero i primi gruppi di donatori volontari di sangue. Per questa importante ricorrenza abbiamo, quindi, voluto proporre nel capoluogo marchigiano due appuntamenti che ponessero l’accento sul ruolo di AVIS e del volontariato del sangue nella promozione del dono come simbolo universale di solidarietà e senso civico. Volontari provenienti da diverse nazioni e appartenenti a differenti fasce d’età hanno avuto, così, l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi su temi di rilevanza come l’impatto sociale della nostra attività e il rapporto tra società, economia e mondo del non profit».

 

«Il Forum intergenerazionale – aggiunge Francesco Marchionni, coordinatore della Consulta Nazionale AVIS Giovani – è stato un momento unico e dal profondo significato per condividere esperienze, opinioni, idee e prospettive future per la crescita della nostra Associazione. Ha rappresentato, inoltre, un’occasione per ribadire che il contributo di tutti, indistintamente accomunati dai valori del volontariato, dell’associazionismo, dell’anonimato e della gratuità, può davvero fare la differenza. È proprio da questo scambio che si genera capitale sociale, cioè quel bagaglio di risorse che arricchiscono le comunità in cui viviamo e in cui le nuove generazioni devono ricoprire sempre di più un ruolo attivo e propositivo».

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