La donazione è luce: a Milano una mostra sulla donazione di rene
08.05.2017

La donazione di un organo non è solo un gesto d’amore, e non è nemmeno solo il salvare la vita a qualcuno. La donazione è qualcosa che illumina, come raccontano bene le storie dei tanti pazienti, e dei loro cari, che l’hanno vissuta sulla loro pelle. Storie di madri che donano un rene al loro piccolo di 3 anni, e di padri che lo danno al loro figlio adottivo. Di una moglie in sovrappeso che fa di tutto per dimagrire, e diventare così la donatrice perfetta per il suo marito malato, o di quella madre anziana che, dopo aver ceduto un rene al figlio con una grave patologia, appena usciti dalla sala operatoria risponde al suo ‘grazie’ con un semplice “figurati”, come solo una mamma che dona tutta sé stessa sa fare.

“La donazione è luce” è il titolo di una mostra che racconta queste e altre storie: otto famiglie in cui una vita è rinata grazie a un trapianto di rene da donatore vivente. Gli scatti sono curati dal fotografo Paolo Liaci, e hanno catturato i pianti e i sorrisi non solo dei pazienti e dei loro donatori, ma anche la stanchezza, la felicità, la vita quotidiana di tutti gli operatori del Policlinico di Milano che ogni giorno e ogni notte ruotano intorno al miracolo di un trapianto. Lo scopo è anche quello di accendere un riflettore sulla donazione di rene da vivente, a volte poco conosciuta ma più efficace di quella da cadavere, sicura per il donatore e soprattutto capace di ridare speranza a una famiglia in cui qualcuno sta combattendo contro una grave patologia.

 

Le otto storie raccontate dalla mostra fotografica sono solo una selezione di quelle che vengono vissute ogni giorno al Policlinico: qui l’attività dell’Unità Operativa Trapianti di Rene prosegue ininterrotta dal 1969, con oltre 3.400 interventi all’attivo e più di 420 trapianti da donatore vivente, numeri che lo rendono tra i principali centri nazionali e internazionali.

“Il trapianto renale da vivente – spiega Mariano Ferraresso, direttore Trapianti di Rene al Policlinico di Milano – è, insieme, una grande sfida e una grande scommessa. La sfida è prelevare un rene da un donatore sano, restituendolo comunque a una vita normale; la scommessa è trapiantare quel rene il più a lungo possibile nella persona che lo riceve, per rendere indimenticabile e incommensurabile quel gesto d’amore che è la donazione. In questa mostra ci sono la sofferenza, la speranza, la tensione, la gioia e la passione che testimoniano in tutti i protagonisti, pazienti e non, come il lungo percorso della donazione da vivente non lasci nessuno indifferente. Il tutto in un percorso che ha lo scopo di guidare i visitatori in un collage di immagini, storie e casi clinici, per stimolare al termine un’unica domanda: ‘io, lo farei?’.”

“Il nostro ospedale – aggiunge Simona Giroldi, direttore generale del Policlinico di Milano – è sempre stato in prima linea sul fronte dei trapianti: non a caso ospitiamo il Nord Italia Transplant program (NITp), il cui lavoro è indispensabile per coordinare tutte le fasi che dal prelievo portano al trapianto, e siamo i capofila sul tema del ricondizionamento d’organi. Già nel 1974 Regione Lombardia ci ha identificato come Centro regionale di riferimento: ora è il momento di fare ancora di più, perché accanto ai grandi professionisti è indispensabile avere la migliore sensibilizzazione possibile. La mostra vuole andare proprio in questa direzione”.

“Il trapianto renale da donatore vivente – conclude Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia – oggi rappresenta un’opzione aggiuntiva e non sostitutiva del trapianto da donatore deceduto anche se i benefici e i vantaggi di questo grande gesto di altruismo sono davvero tanti. Per questo mi auguro che la percentuale dei trapianti di rene da vivente, che nel 2016 ha raggiunto il 13%, possa aumentare in modo importante e sono certo che questa mostra sarà strumento efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica”.

L’esposizione è stata resa possibile anche grazie al supporto dell’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia, all’Associazione Amici del Croff, che dal 1975 sostiene le Unità di Nefrologia e di Trapianto di Rene del Policlinico di Milano, e con il contributo incondizionato di Novartis.

 

fonte: Quotidiano Sanità

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