Assemblea e corso ECM sul plasma: l'intervista al direttore del CNS
16.05.2017

Venerdì 19 maggio sarà ufficialmente inaugurata l’Assemblea generale di AVIS nel 90mo di fondazione. E sabato pomeriggio ci sarà l’appuntamento con i tradizionali momenti di approfodimento dei gruppi di lavoro.

Uno di essi sarà un corso ECM dedicato al primo piano plasma nazionale 2016-2020.

Proprio su questo tema uno dei relatori del corso, il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno, ha rilasciato un’intervista per il numero 1/2017 della rivista AVIS SOS.

P come PLASMA

Donazione di plasma? Un quinquennio per crescere ancora

Nell’intervista al direttore del Centro Nazionale Sangue le riflessioni sul primo piano nazionale

 

Plasma. Un tipo di donazione sul quale Avis e le associazioni di volontariato del sangue hanno investito molto negli ultimi anni, anche per recuperare quel gap che costringeva l’Italia a importare plasmaderivati provenienti da plasma raccolto e lavorato all’estero.

E la donazione di plasma è indissolubilmente collegata alla programmazione, altro tema su cui l’Associazione ha dedicato attenzione e momenti formativi.

Il recente piano plasma (il primo nel suo genere a livello nazionale) conferma la strategicità dell’argomento e pone obiettivi ambiziosi per l’intero sistema.

Di plasma, a partire dal decreto ma anche da quanto accaduto negli ultimi anni, abbiamo dialogato con il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Liumbruno.

 

Perché oggi è importante programmare donazioni in aferesi come quella di plasma? Come è cambiata negli ultimi anni la percezione – da parte di donatori e associazioni di volontariato – dell’importanza di questo tipo di donazioni?

 

I medicinali plasmaderivati (MPD) sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche (immunodeficienze congenite, malattie neurologiche, emofilia e altri disordini congeniti della coagulazione, cirrosi e sue complicanze, ecc), e si producono prevalentemente proprio dal plasma donato in aferesi. A livello internazionale si osserva un aumento della domanda di alcuni MPD, come le immunoglobuline polivalenti (Ig), che costituiscono il principale driver della produzione e dei programmi di autosufficienza, i fattori della coagulazione e l’albumina. I principali fattori di questa crescita sono l’invecchiamento della popolazione, e l’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche per alcuni di essi. Negli ultimi anni, nel caso delle immunodeficienze, ad esempio,  grazie all’utilizzo di nuove metodiche di analisi genetica sono stati descritti decine di nuovi deficit immunologici. Di fronte a queste tendenze permane la necessità di garantire la continuità e l’adeguatezza della fornitura di questi prodotti, indispensabili per il trattamento di molte patologie croniche, in assenza di valide alternative farmacologiche, ed è quindi indispensabile promuovere le donazioni di plasma. Questo tipo di donazione era talvolta considerata ‘di serie B’, ma associazioni e donatori sono sempre più consapevoli della sua importanza.

 

–  Come è strutturato il Programma nazionale quinquennale Plasma e medicinali plasmaderivati appena approvato? Che importanza ha?

 

Il programma 2016-2020, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con decreto Ministeriale, identifica gli obiettivi e le misure strategiche ai fini del raggiungimento dell’autosufficienza nazionale di plasma e MPD. Oltre a misure finalizzate a promuovere l’appropriatezza di utilizzo dei MPD, il programma identifica obiettivi sostenibili della raccolta di plasma del prossimo quinquennio che saranno declinati anno per anno nel Programma di autosufficienza nazionale. Il programma, in particolare, mira a ridurre gli ampi squilibri fra le Regioni di plasma conferito all’industria, con un range che varia tra i 4,8 e i 21,5 chilogrammi per mille abitanti. La stessa variabilità riguarda anche le unità prodotte per singolo Servizio Trasfusionale. Infatti, il 75% del volume di plasma è conferito al frazionamento industriale solo dal 30% dei Servizi Trasfusionali presenti in Italia.

 

 

 

Che importanza ha il decreto con le “Disposizioni sull’importazione e l’esportazione del sangue umano e dei suoi prodotti”?

 

Il Decreto ha il pregio di snellire, sulla base dell’esperienza di applicazione del precedente DM 12 aprile 2012, le procedure di rilascio dell’autorizzazione all’importazione ed esportazione di plasma e suoi prodotti, senza derogare alle garanzie di sicurezza per i siti di produzione farmaceutica collocati in Italia. Relativamente al plasma nazionale, definisce il debito informativo a cui le Aziende titolari delle convenzioni con le Regioni e Province Autonome dovranno rispondere ai fini di garantire al sistema la tracciabilità del plasma italiano e dei suoi prodotti nonché la programmazione della produzione nazionale di plasma e medicinali plasmaderivati.

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