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Retribuzione di medici e infermieri che lavorano saltuariamente
21.07.2017

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D: I medici e gli infermieri che operano saltuariamente nelle giornate di donazione presso le unità di raccolta dell’Associazione possono ancora essere remunerate con i voucher? Se no, con quale metodo?

 

R: La normativa sul tema ha conosciuto negli ultimi anni significative novità. L’abolizione dei voucher dal panorama fiscale è stata disciplinata dal decreto legislativo n.25/2017 del 17/03/2017, chiarendo che quelli già acquistati potranno essere utilizzati entro il 31/12/2017.

 

La disciplina sulle prestazioni occasionali, invece, era stata introdotta dalla Legge n. 30/2003 (“legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro”) e prevedeva per questa tipologia di prestazioni le seguenti principali caratteristiche: 1) Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno solare; 2) Compenso non superiore a €. 5.000 da ogni committente.
Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015, ovvero il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

 

Sulla base di questa novità legislativa, è possibile affermare con ragionevole certezza che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella dell’articolo 2222 del codice civile (riguardante il contratto d’opera).
Questo contratto si caratterizza per:
assenza di vincoli di orario; libertà nella scelta delle modalità di esecuzione, raggiungimento di un risultato, compenso determinato in funzione dell’opera eseguita o del servizio reso e privo pertanto del carattere della periodicità, non impiego di mezzi organizzati;unicità e saltuarietà della prestazione.

 

E’ in corso, finalmente, la discussione in Parlamento per il ripristino di una forma di voucher che vada a coprire il vuoto lasciato nei rapporti di lavoro occasionale. Il progetto prevede una limitata utilizzazione dei buoni che, in effetti, cambiano il nome ma non la sostanza. Certamente la necessità della regolamentazione è sentita sia nell’ambito delle famiglie che delle imprese che devono sopperire a temporanee esigenze di manodopera.

 

dott. Rocco Chiriano
Presidente Avis Regionale Calabria

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