Riformarci, coinvolgendo i nostri soci: l’editoriale del Presidente per AVIS SOS
19.01.2018

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Vi anticipiamo l’editoriale che il presidente Alberto Argentoni ha scritto sul numero della rivista AVIS SOS che dovrebbe arrivare a breve in tutte le sedi. Si tratta di una riflessione a tutto tondo sui cambiamenti che AVIS dovrà affrontare in questo 2018.

 

RIFORMARCI, COINVOLGENDO I NOSTRI SOCI

 

AVIS è una delle 7 realtà italiane del Terzo Settore con più di un milione di soci (Fonte Forum Terzo Settore 2017). Un numero così grande di soci non può stare insieme solo perché condivide valori e obiettivi, che è condizione necessaria ma non sufficiente! Ha bisogno anche di un chiaro e preciso patto associativo che comprende le regole di convivenza e di funzionamento.

Ormai da parecchi anni si rivendica la necessità di aggiornare e correggere il nostro statuto e il regolamento, ma probabilmente ce n’è mancata la volontà. Ora, anche sulla spinta del nuovo Codice del Terzo Settore – che prevede una serie di adempimenti obbligatori – abbiamo avviato il percorso di riforma che dovrebbe concludersi per AVIS Nazionale entro i primi mesi del 2019 e poi a cascata per le altre realtà associative.

A nostro parere, si tratta di un’occasione preziosa per adeguare AVIS ai cambiamenti che ci coinvolgono, correggere le storture, dare nuovo impulso alla nostra azione. Va fatto con saggezza e lungimiranza, non nascondendoci il pericolo che scelte sbagliate possano danneggiare l’associazione.

Il Consiglio Nazionale e la Consulta dei Presidenti regionali hanno avviato un gruppo di lavoro specifico, ma è nostro desiderio avviare anche una consultazione “on line” per dare la possibilità di raccogliere il contributo di tutti.

Alcuni dei temi in discussione sono: la governance, la partecipazione del socio alla vita associativa, il registro unico dei soci, l’equilibrio tra l’incremento dell’attività di rendicontazione e lo snellimento degli adempimenti formali, l’inquadramento giuridico delle attività svolte, il codice etico.

Su tutti questi temi incombe però una domanda, poco espressa ma diffusa tra i quadri dirigenti: “Troveremo ancora dei volontari che si faranno carico di gestire e far crescere la nostra AVIS?”. Un’esperienza entusiasmante e formativa ma anche un grande impegno. E gli aspiranti non si affollano alla porta delle nostre Avis!

Noi sentiamo “con il cuore” che la risposta è affermativa.

Il primo passo è proprio quello di sfruttare bene il percorso di riforma. Evitiamo le discussioni sui cavilli, che eventualmente saranno fatte dagli esperti. Coinvolgiamo i soci facendogli capire la ricchezza del nostro lavoro, la specificità delle nostre diversità e la necessità di trasformare un sogno di oltre 90 anni in concreti e attuali gesti di relazione: dal rispetto per le persone e le regole al nostro dono volontario, periodico, anonimo, non retribuito, responsabile e associato.

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