Sistema trasfusionale, i lavori del convegno di Verona (20 gennaio)
22.01.2018

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Tutta l’Italia trasfusionale è arrivata sabato 20 gennaio a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, in un convegno organizzato dall’Avis regionale Veneto e dalle altre Avis regionali aderenti al consorzio Naip, proprio per fare il punto della situazione sul “sistema plasma” nazionale.

 

Un settore, quello dei medicinali plasmaderivati, sempre più attuale e soprattutto strategico, sia economicamente sia per la salute dei cittadini. Lo hanno sottolineato più relatori – come il direttore del Centro nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno e Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto – affermando come nei prossimi dieci anni i medicinali salvavita derivati dal plasma umano saranno sempre più rari e preziosi, vista la domanda mondiale in netta e costante ascesa.

 

Se in molti Stati esteri, anche dell’Unione Europea, è permessa la donazione di plasma a pagamento, l’Italia ha sviluppato un sistema del tutto originale e unico, in cui il plasma e i medicinali derivati non sono in alcun modo fonte di lucro. Le regioni italiane riunite in quattro “consorzi” (Naip, Planet, Ripp  e Accordo) inviano, infatti, il plasma dei propri donatori alla trasformazione in aziende farmaceutiche specializzate, ma in  conto lavorazione. Sia la materia prima, sia i prodotti derivati restano sempre e in ogni caso – dalla vena del donatore a quella dell’ammalato – di “proprietà” del Servizio sanitario pubblico.

Si tratta di un metodo che salvaguarda la sicurezza trasfusionale e il dono etico dei donatori, oltre a garantire che in nessun modo il sangue e plasma donati possano essere mercificati.

 

L’Italia è su una buona strada per affrancarsi quasi del tutto dal mercato dei plasmaderivati, grazie soprattutto alla generosità di un milione e 700mila donatori volontari, non remunerati e periodici. Un sistema serio, infatti, si fonda non sull’improvvisazione e sull’emozione del momento, ma su una programmazione “solidale”.

 

Nel corso del convegno sono state messe a confronto le esperienze dei quattro accordi interregionali (con capofila Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia) con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rispettivi responsabili dei Centri regionali sangue e i rappresentanti associativi delle Regioni.

 

Con le nuove gare di assegnazione del conto lavorazione alle aziende farmaceutiche, i risparmi in termini economici per le regioni saranno molto consistenti (si parla di 8 milioni annui per grandi regioni come Emilia e Veneto), così come la disponibilità di nuovi prodotti plasmaderivati. Vitale sarà però organizzare un sistema di compensazione nazionale fra le quattro aggregazioni, per lo scambio etico a prezzi di costo dei vari prodotti.

 

Per quanto riguarda gli eventuali prodotti in surplus, particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di cooperazione internazionale – in particolare nel campo dell’emofilia – verso Paesi in via di sviluppo dove nessun tipo di cura può essere attuato per i pazienti emofilici. Di questo ha parlato anche Luigi Ambroso, a nome della Federazione nazionale Associazioni Emofilici. A chiudere il convegno, che era stato aperto dall’intervento dell’Assessore alla Salute del Veneto, Luca Coletto, è stato il presidente nazionale dell’Avis Alberto Argentoni.

“Il plasma è una risorsa strategica ed etica, che deriva dalla donazione volontaria e non remunerata,  diversamente da come accade in altri Stati”, ha dichiarato Argentoni. “La morale comune e i codici etici possono essere diversi a seconda della cultura predominante in un Paese e possono essere influenzati dal mercato, dalle valutazioni di pragmatismo e dalla praticabilità dovuta ai progressi della medicina. Sono necessari accordi tra Stati che abbiano principi etici radicati (solidarietà, gratuità, uguaglianza) all’interno del loro ordinamento giuridico. Abbiamo bisogno di un’etica universale che riconosca non solo l’indisponibilità del corpo umano, ma anche di un’etica consequenzialista dei costi sociali impliciti nel commercio del corpo, come l’indebolimento della giustizia sociale, lo sfruttamento, l’emarginazione”.

Di seguito il servizio che il TGr Rai del Veneto ha dedicato all’evento, con intervista al presidente Argentoni.

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