Cerca la tua sede

Donatori vaccinati contro l’influenza, l’esperienza dell’Emilia Romagna
30.01.2018

Condividi su

Pochi giorni fa le associazioni di volontariato del sangue di CIVIS e il Centro Nazionale Sangue hanno chiesto al Ministero e alle regioni di estendere anche i donatori di sangue tra le categorie di persone coperte dal vaccino contro l’influenza. Una proposta che nasce dalla consapevolezza dell’importanza dei donatori di sangue specie in momenti dell’anno – come i mesi invernali – in cui l’influenza colpisce moltissime persone.

Ci sono però regioni dove questa pratica è già in uso da alcuni anni, anche se manca ancora un albo ufficiale con i dati dei donatori vaccinati. Si tratta dell’Emilia Romagna e proprio per conoscere meglio quanto accade in questi territori abbiamo parlato con il dott. Luca Boetti, direttore sanitario di Avis regionale e medico trasfusionista a Rimini.

“In Emilia Romagna c’è la possibilità di vaccinarsi o presso le aziende sanitarie locali o presso le nostre sedi. Basta presentarsi con il tesserino da donatore. Le reazioni dei donatori sono state per ora positive. Diversi hanno apprezzato questo servizio. Noi lo proponiamo con libertà e discrezione e non abbiamo avuto finora critiche particolari”.

Qual è l’utilità della vaccinazione?

“Quest’anno l’influenza è stata più severa perché il virus ha subito delle mutazioni inaspettate. Va però prevista una strategia complessiva per la vaccinazione dei donatori, così come per il personale delle aziende sanitarie. La maggior parte dei medici che oggi ci lavora è stimolata a vaccinarsi. Una campagna nazionale per i donatori, da lanciarsi a novembre, potrebbe far sì  che a gennaio si abbiano i donatori necessari per fronteggiare le criticità. Tante più persone si vaccinano, tanto meno – per il cosiddetto effetto gregge – abbiamo persone con l’influenza o che si trovano a vivere con chi l’ha contratta. Specialmente chi ha bambini piccoli, in questi periodi fa fatica a donare.

La vaccinazione ci permette di non andare in crisi nei periodi più difficili. E gennaio e febbraio, al pari di alcuni mesi estivi, certamente lo sono”.

Attendi