L’involontario (di Giulio Sensi) – Se doni non ti spegni
09.03.2018

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Se doni non ti spegni

Giulio Sensi

L’involontario

 

È una distorsione odiosa del nostro Paese e della sua cultura quella di dover sottolineare quasi sempre e soprattutto il lato oscuro delle cose. Un riflesso di negatività che incombe e spesso pervade ogni luogo: dal fiume, sempre significativo, delle chiacchiere nei bar, alla politica ai massimi, si fa per dire, livelli; dai mezzi di informazione ai social media che ne sono spesso specchio acritico.

 

Prendiamo il mondo della scuola e scopriamo la sua narrazione che i media veicolano al Paese. Cronache di bullismo, di violenze dei genitori contro gli insegnanti, inadeguatezza degli spazi. Sono tutti fatti degni di nota e doverosamente riportati dalle cronache, ma il frutto del mostrare il solo lato oscuro è una narrazione distorta, legata solo ai fatti negativi e non alla realtà delle cose. Che è fatta di tanto altro: di fatica e passione di insegnanti che ancora amano e danno un senso al loro mestiere, di piccoli e grandi gesti di solidarietà con i quali i nostri ragazzi scoprono che sentirsi parte di comunità educanti e solidali è molto figo.

 

L’Istituto Italiano della Donazione promuove ogni anno, in vista del Giorno del Dono del 4 ottobre, un videocontest per le scuole del Paese. In centinaia aderiscono e inviano i loro cortometraggi. In ognuno di questi video c’è una sorta di stupore, una scoperta scandalosa e piena di vita: il dono, in ogni sua forma. Alcuni ragazzi del Liceo Artistico “B. Munari” di Vittorio Veneto ne hanno fatto uno disarmante nella sua semplicità: dei burattini di legno con la testa fatta di una candela che accendono altri come loro prima di consumarsi e spegnersi. Un’unica fiamma che viene donata, e per questo non si esaurisce. Quanta filosofia, quanta vita, quanto tutto c’è in questi 30 amatoriali e artistici secondi. La scuola italiana è anche cultura del dono, un dono che educa. E la sua narrazione deve ripartire anche da questo.

Hey! I am first heading line feel free to change me

Anche questo articolo è inserito nel numero online di AVIS SOS di questa settimana disponibile a questo link. Buona lettura!

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