I delegati di Servizio civile si presentano
23.03.2018

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di Michela Rossato

 

Giovani, entusiasti, determinati. Tra i nuovi delegati regionali dei volontari di Servizio Civile ci sono anche tre giovani di Campania, Liguria e Sicilia attualmente impegnati in Avis. Con mandato biennale (oltre la scadenza, quindi, del proprio anno di impegno avisino) loro compito è collaborare all’organizzazione delle assemblee regionali e nazionale, partecipare ad eventi e iniziative, ma soprattutto svolgere funzione di raccordo tra i volontari e i loro rappresentanti, contribuendo alla crescita del SCN attraverso la partecipazione attiva e responsabile ai processi decisionali del Dipartimento per la Gioventù e il SCN. Il 13 e 14 aprile saranno a Roma per eleggere a loro volta i due rappresentanti nazionali.

 

 

In Campania si è messo in gioco Emilio Del Vecchio, 25 anni, iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza e da tempo impegnato a stimolare nei coetanei l’aggregazione giovanile, l’interesse per la res pubblica e la cittadinanza attiva. È in servizio all’Avis di Agropoli (Salerno) con il progetto “Un anno con Avis in Campania” finalizzato alla diffusione della cultura del dono del sangue e al raggiungimento dell’autosufficienza. “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” è stato il suo motto da candidato, che ora vuole tradurre in realtà puntando dritto ad alcuni obiettivi. In cima alla lista, oltre alla possibilità per chi ha svolto il SC in Italia di poter fare anche quello europeo, una maggiore comunicazione tra il Dipartimento per la Gioventù e il SCN e gli Enti, spesso troppo lontani quanto a dinamiche di questo tipo di impegno, l’uniformità e la regolamentazione dei rimborsi e il riconoscimento nel mondo lavorativo ed universitario del certificato di svolgimento non interrotto del Servizio Civile. “È giusto introdurre permessi straordinari per le giornate di esami o prove concorsuali – spiega- perché i ragazzi possano conciliare l’impegno del Servizio civile con il proprio percorso di studio e/o ingresso nel mondo del lavoro. Gli attuali giorni di permesso sono pochi”.

 

Dello stesso parere anche la delegata ligure Giada Tortarolo, 24 anni, diplomata in tecnico del settore turistico e in servizio all’Avis comunale di Albenga (Savona). “Il problema esami universitari, vista la fascia d’età a cui il SCN si rivolge, interessa anche molti ragazzi in servizio in Avis – sottolinea – e andrebbe preso in considerazione così come una riduzione a 20 delle ore settimanali obbligatorie, per rendere il servizio più accessibile e universale. Altro aspetto su cui voglio puntare sono le attuali, scarse occasioni di incontro tra i giovani del Servizio Civile, anche della stessa regione, a parte i corsi di formazione. Credo, invece, sia fondamentale confrontarsi e condividere le proprie esperienze”.

Decisa è anche Emanuela Diquattro, 27 anni, laureata in lettere moderne (specializzata in Italianistica, culture letterarie europee e scienze linguistiche), in servizio all’Avis comunale di Santa Croce Camerina (Ragusa). Per la delegata siciliana “è indispensabile fare gruppo, far fronte unico, riunire tutte le voci in una voce sola”  partendo dalla collaborazione fra tutti coloro che svolgono il SCN nello stesso territorio regionale attraverso gruppi provinciali che riuniscano i ragazzi impegnati in ogni singola realtà locale, con un proprio rappresentante che possa interagire con il presidente regionale SCN. Questo meccanismo faciliterebbe la conoscenza tra volontari, la cooperazione tra realtà locali diverse, un coinvolgimento attivo e allargato in progetti a costo zero che prevedano il coinvolgimento degli stessi. Per Emanuela “Giovani chiamano giovani” è il segreto per rendere vive e floride le nostre associazioni. E per svecchiarle.

 

Una parentesi Emanuela l’apre anche sul compenso economico, che ritiene “piuttosto scarno se paragonato all’impegno continuo cui sono sottoposti i volontari durante i dodici mesi”.

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