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Direttiva europea e materiale informativo: intervista a Liumbruno
25.03.2018

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Più informazione, più sicurezza. Due importanti tappe per la salute di riceventi e donatori

 

 

 

L’8 marzo, Giornata della Donna, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo allegato informativo al questionario pre donazione che ogni donatore è obbligato a leggere e compilare. Informa dettagliatamente sui rischi e sulle infezioni Hiv che potrebbero essere trasmesse con il sangue donato in seguito a comportamenti a rischio del donatore. Assieme a questo, sempre con lo stesso Decreto, è stato pubblicato in G.U. il questionario post-donazione SOLO per i donatori trovati positivi a qualsiasi marcatore infettivo previsto dalla legge vigente (Hiv, Epatite B, Epatite C, Sifilide).

Il 16 marzo, invece, il Consiglio dei Ministri, dopo l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni del 31 gennaio, ha ratificato la “direttiva europea sulla qualità dei servizi trasfusionali”. Due “pietre miliari” verso la sicurezza del dono di sangue e plasma e per la salvaguardia della salute sia dei riceventi, sia dei donatori stessi. https://www.avis.it/wp-content/uploads/2018/03/DIRETTIVA_20161214.pdf

 

 

 

 

Abbiamo chiesto in breve al dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, alcune precisacioni sui due importati provvedimenti.

 

 

 

“La direttiva Europea del 26 luglio 2016 mira a migliorare ed uniformare i livelli qualitativi della raccolta in tutto il Sistema trasfusionale UE. Ogni Paese dell’Unione dovrà adeguarsi”.

 

 

Sempre più verso sicurezza e qualità dal trasfuso, quindi. Ma i Centri trasfusionali e di raccolta, anche associativi, non hanno già fatto grandi progressi con l’accreditamento degli anni scorsi? Ci sono le risorse per ulteriori miglioramenti? Dovunque, tra l’altro, viene segnalato il mancato turn over di medici trasfusionisti e personale….

 

 

“Ogni percorso di miglioramento presenta sicuramente problemi. Per quanto riguarda il personale e anche i mezzi per arrivare al top della sicurezza le Regioni devono essere messe in condizione di provvedere”.

 

 

Ma il Centro nazionale sangue che ruolo avrà?

 

 

“Un ruolo importante. In tutto il percorso si inseriscono proprio i potenziati compiti di supporto del CNS stabiliti con il DEF 2017. Saremo accanto a tutti i Centri trasfusionali e di raccolta tramite le visite ispettive biennali che non devono essere viste come un peso, ma proprio come un supporto verso la qualità”. 

 

 

Quindi i Centri che hanno appena terminato le verifiche da parte degli ispettori del CNS sono a posto?

 

 

“L’adeguamento alla direttiva sarà graduale e con percorsi condivisi nel prossimo biennio. Certamente non ci mettiamo subito ad ispezionare 250 strutture. Molte volte, per chi è già accreditato, si tratterà di piccoli aggiustamenti. In due anni tutti saranno a regime”.

 

A proposito di sicurezza, va in questa direzione anche il decreto in GU dell’8 marzo. Questo riguarda molto più da vicino ogni singolo donatore di sangue. Dall’8 marzo è obbligatorio in tutti i punti di prelievo.

Ma il questionario post donazione non è troppo “invasivo”?

 

 

“Dobbiamo specificare bene una cosa. L’allegato 1, aggiunto al normale questionario pre donazione, va letto attentamente dal donatore. È anche un modo per informarlo sui rischi per la propria salute, oltre che per quella dei riceventi. Il questionario post-donazione, che indaga sulle cause che possono aver provocato le infezioni va somministrato dal MEDICO a chi è uscito dal Sistema trasfusionale perché trovato positivo. E su quasi 3 milioni di donazioni totali i positivi sono davvero pochi, ma in ogni caso va salvaguardata anche la loro salute e, soprattutto, monitorate le cause delle infezioni”.

 

Negli ultimi 10/15 anni non una sola trasfusione è risultata infetta. Gli esami successivi ad ogni singola donazione sono sempre più stringenti insieme alla selezione dei donatori. Proprio per questo quelli trovati positivi ai virus sono in costante calo anno dopo anno. Se nel 2013, secondo i rapporti Istisan, erano stati trovati positivi ai marcatori delle malattie trasmissibili 1992 ex donatori di cui 819 Epatite B, 385 Epatite C, 130 HIV, e 676 per sifilide, il dato nel 2015 è calato a 1.691 (694 HBV, 252 HCV, 129 HIV, 634 TP). Fra un paio di mesi sarà pronto anche il rapporto Istisan 2017 che, verosimilmente, vedrà una ancor più netta diminuzione proprio grazie alla maggiore informazione e autoselezione dei donatori.

 

di Beppe Castellano

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