Servizio Civile Universale: la riforma rischia di arenarsi
29.03.2018

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È chiaro l’allarme che la CNESC, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (di cui fa parte anche AVIS), lancia sulla posa del primo mattone del Servizio Civile Universale: l’accreditamento all’Albo unico del SCU.

 

«A 8 mesi dalla circolare che apriva la possibilità di accreditarsi – si legge in una nota diramata oggi – tutte le organizzazioni che hanno cercato di avviare il procedimento segnalano difficoltà di vario genere e nell’incertezza ci chiediamo come attuare questo primo passo del nuovo Servizio Civile.

Procedure poco chiare e risposte incerte o contradittorie e, soprattutto per il Terzo Settore, centinaia di documenti nuovi e aggiuntivi da depositare sono gli esempi più frequenti delle difficoltà raccolte.

L’effetto sulle organizzazioni già accreditate al SCN poteva essere ridotto se si fosse deciso un passaggio quasi automatico all’Albo del SCU. Così non è, nonostante una circolare di metà dicembre che avrebbe dovuto produrre questo risultato.

 

Adesso, a pochi mesi dall’avvio della progettazione 2018, l’atto fondamentale del servizio civile, da cui dipendono le attività a cui saranno chiamati a partecipare i giovani, complici i 6 mesi che servono per chiudere il procedimento di accreditamento, le organizzazioni accreditate al SCN, nazionali e regionali, si chiedono allarmate come sia possibile far entrare nel mondo del SCU i soggetti già accreditati e quelli nuovi, attratti dalle novità della riforma, in tempo utile al deposito dei progetti. La gran mole di documenti richiesti alle sole organizzazioni senza scopo di lucro rischia di essere un ostacolo insormontabile.

Serve un cambio di passo in brevissimo tempo che da una parte indichi la data di cessazione della validità degli attuali albi SCN e dall’altra permetta, alle organizzazioni già accreditate, di accogliere e far partecipare alla nuova progettazione sia le organizzazioni già accreditate che quelle che intendono entrare nel nuovo Servizio Civile».

 

A queste dichiarazioni ha risposto il Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociale, Luigi Bobba: «riteniamo che l’impegno profuso in questi difficili mesi da parte delle istituzioni per dare piena attuazione alla riforma, che già ha prodotto risultati importantissimi, riuscirà a garantire anche un passaggio il più rapido possibile dai vecchi Albi al nuovo Albo di Servizio civile universale e ad assicurare la più ampia partecipazione degli enti alla progettazione 2018.

 

In particolare è intenzione del Governo introdurre nel Decreto correttivo del Decreto legislativo 40/2017 la data ultimativa per il passaggio tra Albi, che corrisponderà alla scadenza dei dodici mesi dall’entrata in vigore del nuovo provvedimento, accogliendo così la richiesta espressa dalle Regioni in sede di Conferenza Unificata a fine febbraio e oggi invocata dalla CNESC», ha aggiunto il Sottosegretario, ricordando che quest’anno sono stati finanziati tutti i progetti presentati risultati ammissibili e che già oggi chi degli enti ha voluto accreditarsi al nuovo Albo lo ha fatto.

 

«Confidiamo – ha concluso Bobba – che gli enti di Servizio Civile accompagnino le istituzioni adeguando anche il proprio passo, nella consapevolezza che si tratta di un percorso per tutti complesso. Ancora una volta, anche pubblicamente, ribadiamo la piena disponibilità al confronto, ma a patto che avvenga su problemi chiaramente individuati e su proposte costruttive».

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Anche questo articolo è inserito nel numero online di AVIS SOS di questa settimana disponibile a questo link. Buona lettura!

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