L’editoriale del presidente: dobbiamo fare bene il bene
13.04.2018

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EDITORIALE

 

Non solo privacy: dobbiamo fare bene il bene

 

 

Di Alberto Argentoni

 

“Ma chi te lo fa fare?” . “Ma ti rendi conto?”. Non si tratta delle esternazioni dei nostri famigliari quando vengono a sapere che si è diventati dirigenti Avis, ma della riflessione che ho fatto a margine del convegno sulla privacy svoltosi a Roma sabato scorso.

Le caratteristiche che contraddistinguono i nostri dirigenti sono senza dubbio la generosità,  la passione, l’empatia, l’intraprendenza e tante altre virtù positive. Per tutto questo  non smetteremo mai di ringraziarli, ma da solo non basta! Non sono sufficienti nemmeno l’esperienza o la tradizione. Ci vuole responsabilità e formazione.

Molti dirigenti sono consapevoli della delicatezza e complessità dei loro compiti e accusano la cosiddetta burocrazia. A volte hanno ragione, ma spesso le norme hanno una loro motivazione e rispettarle ci tutela. Qualcuno diceva che dobbiamo “fare bene il bene”.

In primis si deve conoscere lo statuto,  il regolamento associativo,  il codice etico e, credetemi, non si tratta di una battuta. Poi è necessario avere un bagaglio di informazioni essenziali su chi,  cosa, come, quando e dove si dona.

Bisogna avere nozioni di regolamenti comunali, protezione dei dati sensibili,  disposizioni fiscali, amministrazione, contabilità. Quando non sai o hai un dubbio: chiedi!

Inoltre, assicurati che i tuoi collaboratori siano anche loro fidati, prudenti e competenti.

Come potete ben comprendere non si tratta di un tentativo di dissuadere qualcuno da impegnarsi, ma dell’invito a informarsi, formarsi e aggiornarsi. Si tratta di un percorso graduale, che ci arricchisce e ci stimola a migliorare anche individualmente.

 

Le Avis sovraordinate sono da sempre impegnate nel proporre corsi di formazione e mettono a disposizione materiale specifico. Altrettanto viene fatto dai Centri Servizo del Vontariato o altri enti. Le occasioni non mancano. Sfruttiamole!  Allora potremo rispondere: “Certo! So quello che faccio! E aiuta a salvare la vita!”.

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