82^ Assemblea generale: nell’agenda i beni confiscati e le penalizzazioni sul lavoro per i donatori
17.05.2018

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Contrastare la criminalità, per le Avis un impegno concreto

 

La presenza di Nicola Gratteri in Assemblea nazionale non è un fatto episodico, ma si inserisce un impegno preciso che molte Avis hanno assunto – con diverse iniziative – per contrastare la criminalità organizzata e creare un cambio di mentalità.

In tema di beni confiscati alle mafie, un monitoraggio compiuto prima dell’Assemblea ha permesso di identificare 4 sedi avisine che oggi sorgono in ex possedimenti mafiosi:

Reggio Calabria (di cui si è parlato sull’ultimo numero della rivista), Lamezia Terme (Cz), Gioia Tauro (Rc) e Marino (Roma).

La sede lombarda di Corsico l’ha richiesta al Comune e sta sollecitando che si risolvano le lentezze burocratiche, così come la sede piemontese di Biella ha richiesto un automezzo ma è ancora in attesa

 

 

 

Oltre al tema dei beni confiscati, diverse sono le iniziative o i progetti che le sedi condividono in tema di educazione alla giustizia e alla legalità

 

L’Avis di Costa Masnaga (Lc) ha istituito un premio Avis con generi alimentari provenienti dall’associazione Libera di don Luigi Ciotti. Anche l’Avis di San Vincenzo (Li) è molto attiva in iniziative di collaborazione con il presidio locale ‘Rossella Casini’ di Libera.

Nei giorni scorsi, l’Avis siciliana di Santa Ninfa (che festeggia 40 anni) ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’associazione provinciale trapanese antiracket intitolata a Libero Grassi, l’imprenditore ucciso da Cosa Nostra per non aver pagato il pizzo.

 

 

Penalizzazioni per i donatori nei contratti e altro: le  questioni aperte

 

 

Diversi recenti casi di cronaca (ultimo in ordine di tempo la FIAMM Siapra di Avezzano) hanno spinto AVIS a monitorare con attenzione le problematiche che oggi affrontano i donatori (specialmente lavoratori dipendenti a donare). Le principali segnalazioni arrivate in sede Nazionale hanno riguardato:

  • Diniego esplicito da parte del datore di lavoro a programmare la giornata di donazione di sangue usufruendo dell’astensione dal lavoro prevista dalla legge (legge 219/05 art.7)

 

  • Presenza di aziende che riconoscono solo le ore strettamente necessarie alla donazione e non la giornata piena (che per legge è retribuita dall’Inps)

 

  • Obbligo di inviare all’azienda – da parte di Avis – lettere di preinvito alla donazione per dimostrarne la necessità

 

  • Penalizzazione nei contratti di lavoro integrativi (soprattutto sui premi di produzione) per chi usufruisce delle giornate di donazione, equiparate ad altre assenze.

 

Alcuni episodi segnalatici riguardano il settore metalmeccanico, automobilistico e del trasporto pubblico locale, dove gli accordi integrativi ratificano questa situazione.

In passato, grazie all’azione congiunta delle associazioni di volontariato, alcuni accordi integrativi penalizzanti (vedi Poste Italiane) erano stati modificati.

 

  • Difficoltà concrete a donare per i donatori di sangue di aziende piccole o di aziende dove svolgono mansioni senza possibili sostituti, dal momento che una loro assenza inciderebbe sulla produzione e /o l’erogazione del servizio

 

  • Difficoltà ad avere sul tema documentazione scritta completa. I donatori, soprattutto coloro che hanno contratti precari o lavorano per piccole e medie aziende, esplicitano solo verbalmente le proprie richieste
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