82^ Assemblea generale: Enzo Romeo intervista Gratteri
17.05.2018

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Enzo Romeo, un inviato speciale per intervistare Nicola Gratteri

 

Caporedattore e storico inviato del Tg2 al seguito del Papa, il giornalista Enzo Romeo avrà il compito – non solo da uomo della comunicazione ma anche da amico di Avis – di intervistare in Assemblea il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.

A lui chiediamo subito che cosa pensa di domandare a un personaggio così importante.

C’è sempre il contrasto tra sangue donato e versato, specie al sud, dove c’è una criminalità organizzata pervasiva e che usa le intimidazioni – fino all’omicidio – come sistema per impedire alla gente per vivere come dovrebbe. Dall’altra parte c’è la proposta e la richiesta di un’associazione come l’Avis, presente capillarmente anche in piccoli paesini dell’Aspromonte, che fa un lavoro di servizio sanitario ma anche – ed è l’aspetto più interessante –di coscientizzazione e di cambio di mentalità. Entrare nella logica che tu puoi offrire il tuo sangue a chiunque, e non tanto a chi appartiene al tuo clan, aiuta a fare uno scatto di mentalità decisivo per un cambiamento di lungo termine. Ecco allora che il confronto con Gratteri potrà essere molto interessante, conoscendo anche il suo impegno diretto nel campo della donazione di sangue.

Nella tua carriera hai seguito tanti personaggi importanti. Qual è stato il tuo approccio nei loro confronti?

Ogni persona è un uomo  e una donna al di là del ruolo che ha. Non ti torvi davanti a figurine mitologiche, dal Papa in giù. Ovviamente interessa il ruolo che riveste e il modo di svolgere attività che hanno influenza sulla vita sociale e religiosa di un popolo e del mondo intero. Ma cerco di essere il più possibile obiettivi e non ricadere nelle agiografie, in un racconto aulico che non servirebbe a nulla. Cerco invece di far emergere nel modo migliore la verità dei fatti. La verità resta sempre un obiettivo, certamente difficile, ma almeno ci deve essere una tensione a raggiungerla.

Ci sono  momenti in cui hai maggiormente percepito l’importanza della tua professione?

Certamente mi viene in mente l’incontro a Cuba tra Fidel Castro e papa Giovanni Paolo II. Lì senti che la storia ti sta passando accanto. Come alcuni viaggi nell’intifada palestinese.

Sarebbe però non veritiero dire che solo quello è importante . Tutti i momenti di una giornalista lo sono, perché c’è uno sforzo per essere narratori di una storia, con la s maiuscola o minuscola, perché si tratta di un puzzle con migliaia di tesserine e tu potresti trovarti a raccontarne una al margine e devi farlo egualmente bene.

Quanto ti è d’aiuto nel tuo lavoro il volontariato?

Per me che provengo da una certa esperienza personale, è sempre stato un punto di riferimento e una realtà a cui guardare con ammirazione. E’un mondo che negli anni è molto cambiato e  alcune organizzazioni sono diventate quasi delle Spa. Bisogna sempre più distinguere tra il volontariato puro e chi è in una dimensione lavorativa. Anche dentro  alcune vicende poco chiare,  occorre comunque sempre salvare ciò che c’è di positivo.

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