82^Assemblea: la tavola rotonda sul sistema trasfusionale
25.05.2018

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Il punto sul sistema trasfusionale, tra sfide per l’estate e blocco del turn-over

 

 

Concluse le relazioni del presidente e del tesoriere, il venerdì pomeriggio dell’assemblea leccese è stato dedicato alla Tavola Rotonda “Scenari sull’evoluzione del Sistema trasfusionale italiano”, alla presenza dei principali protagonisti del settore.

Ricco di spunti e riflessioni, l’incontro è stato aperto dalla dirigente del Ministero della salute, Maria Rita Tamburrini: “ l’organizzazione della rete ospedaliera ha un’influenza diretta sul servizio trasfusionale. I modelli organizzativi trasfusionali devono essere rivisti anche secondo le ultime norme europee. La direttiva sulle GPG è impegnativa per tutto il sistema, anche per le associazioni, e l’aumento dei requisiti di qualità ha una grande influenza sulle associazioni. Il nostro è un sistema molto capillare, dove c’è bisogno di garantire la qualità della raccolta e dove l’autosufficienza resta un bene sovraregionale e nazionale da assicurare”.

Giancarlo Liumbruno, direttore Centro Nazionale Sangue, ha parlato delle “prossime sfide come opportunità da cogliere. Dobbiamo evitare i periodi di carenza e occorre migliorare l’organizzazione. Per il West Nile Virus estivo abbiamo proposto a tutte le regioni lo screening sui donatori, perché l’alternativa è la sospensione dei donatori durante il periodo estivo. Fare l’esame è un modo per garantire l’autosufficienza. Analogamente, anche la vaccinazione antinfluenzale gratuita è un altro modo per lavorare all’autosufficienza. Ci sono regioni che potrebbero raccogliere di più e mettere a disposizione per la compensazione e non lo fanno. Bisognerebbe agire anche come associazioni perché questo non avvenga”.

Pasquale Colamartino, direttore del Centro regionale sangue dell’Abruzzo e componente esecutivo CNS: “Quello che sta avvenendo in Italia non va taciuto: si fa fatica a mantenere l’autosufficienza e a garantire livelli essenziali di assistenza. Le sfide riguardano il sistema trasfusionale. Il sangue è un bene strategico: è come l’acqua, è come l’energia. Ed è strategico rispetto al mercato dei plasmaderivati, dove il conto lavorazione è una nostra peculiarità. In questo senso, il sistema europeo potrebbe trovarsi in grande difficoltà se la produzione si sposta verso altri mercati. Il sistema italiano viene attaccato (così come accadeva vent’anni fa) ed è stato necessario difendere i principi etici che ci contraddistinguono” .

Pierluigi Berti, presidente SIMTI, ha affrontato la questione soprattutto da un punto di vista organizzativo e di prospettiva: “Dobbiamo chiederci fino a quando saremo in grado in garantire il funzionamento del sistema, considerato anche il difficile turn over all’interno delle strutture e la carenza di percorsi formativi specifici di medicina trasfusionale (con la conseguente provenienza eterogenea dei nostri dirigenti).
Occorre stimolare una serie riflessione sulla tenuta pratica del sistema e non valutare soltanto le regole quadro. Allo stesso modo non si può pensare di fare a meno dei trasfusionisti affidando il loro ruolo a soggetti diversi”.

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