The Winner is…una storia speciale per la giornata mondiale 2018
13.06.2018

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Solidarietà ed integrazione, Winner Ozekhome:“ Sono grato a Dio per avermi salvato durante la mia fuga dall’Africa. Farò tutto ciò che posso per aiutare altre persone a vivere”

Il giovane nigeriano ha donato il sangue all’Avis comunale di Reggio Calabria

 

Di Anna Foti – Avis comunale Reggio Calabria

 

Dalla Nigeria all’Italia, dalla fuga per la sopravvivenza ad un gesto di solidarietà nella nuova comunità in cui è stato accolto. Il diciannovenne Winner Ozekhome, nigeriano e cristiano, ha voluto donare il sangue, accompagnato dall’educatore Giuseppe Malara, divenuto ormai anche suo amico, presso la sede dell’Avis comunale di Reggio Calabria, città dove è arrivato nel 2016 e dove oggi risiede con un permesso per motivi umanitari. “Avendo vissuto tante sofferenze ed essendomi ritrovato tante volte in pericolo ho compreso profondamente il valore della vita e il rischio di perderla”, ci ha raccontato con i suoi grandi occhi scuri Winner, sopravvissuto al deserto, alla prigionia e ai maltrattamenti in Libia, sfuggito ai trafficanti e ai militari dopo la fuga.

La sua fuga è iniziata sotto i colpi di arma da fuoco esplosi contro il dormitorio del college in cui studiava nel dicembre del 2015. Aveva 17 anni. Oggi Winner di anni ne ha 19 e frequenta il corso serale per conseguire il diploma presso l’istituto “Panella – Vallauri” di Reggio Calabria. Con altri giovani migranti è ospite nella parrocchia di Riparo – Cannavò – Prumo, nota come “Tre Campanili e un solo cuore”, accolto dalla comunità guidata da don Nino Russo che fa tutto con risorse proprie. Winner frequenta gli scout di Archi e ha stretto delle amicizie; sogna di diventare un programmatore informatico e vorrebbe andare all’università. E’ il primo giovane africano ad essersi recato in Avis per donare il sangue. Ci ha raccontato di avere scelto di farlo dopo avere scoperto che molte persone avrebbero potuto continuare a vivere grazie al dono di sangue da parte di altri. “Io sono grato a Dio che in più occasioni mi ha salvato e mi sento chiamato a fare tutto quello che posso per aiutare altre persone a vivere”,  ha spiegato Winner. “Ho avuto modo di conoscere l’Avis grazie all’educatore Giuseppe che un giorno ho visto arrivare con una benda al braccio. Credevo si fosse ferito ed invece mi ha spiegato di avere donato il sangue. Ne ho voluto sapere di più. Quando ho capito – ha concluso Winner – ho scelto di farlo anche io anche se temevo di essere troppo magro. Invece no. Ho potuto farlo e mi sento felice”.

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