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Il primo anno di Corriere Buone Notizie
28.09.2018

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Non c’è sviluppo senza fiducia, il primo anno di Buone Notizie

 

Corriere Buone Notizie ha voluto festeggiare il suo primo anno di vita con un evento a Milano presso Unicredit Pavilion. E’stata una serata di premiazione di alcune buone prassi del terzo settore (che poi è il cuore del dorso del Corriere) sia di riflessione politica-sociale, mentre sul maxischermo scorrevano i video con i protagonisti dell’inserto, alcune delle 54 copertine “controcorrente”.

“Il Terzo settore non ha colori e la politica deve essere rispettosa di quello che serve alla gente. Ripartiamo dall’unione di intenti”, così Claudio Durigon, sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sul tema dei decreti attuativi della Riforma del Terzo settore il sottosegretario ha chiarito: “Stiamo attuando le linee guida”. C’è consapevolezza che “il Terzo settore può generare fattori moltiplicatori delle risorse che ci sono, 62 milioni”.

La festa si è aperta con il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato di “un’iniziativa editoriale originale e preziosa” e di una “sfida giornalistica controcorrente”. “Senza fiducia non c’è sviluppo ma la fiducia non viene dall’alto», ha detto l’economista Stefano Zamagni, protagonista di una tavola rotonda coordinata da Elisabetta Soglio, responsabile di Buone Notizie, con la portavoce di Aoi Silvia Stilli, Francesca Pasinelli (direttore generale di Fondazione Telethon), il sottosegretario Durigon, e il sindaco di Milano Beppe Sala, invitando a ritornare all’etimologia della parola. Dal latino fides, corda: “Fiducia è l’idea di un legame che mi unisce all’altro”.

Urbano Cairo, presidente di Rcs e Cairo Communication, ha voluto ricordare il motivo per cui è nato Buone Notizie: “La vita è fatta dal modo in cui guardi le cose. Se prendi un male nel modo giusto e l’accetti, il male diventa un bene. Le buone notizie sono contagiose”. E buone notizie sono anche le “persone che trovano le soluzioni ai problemi e non si lamentano”. “Da un anno facciamo parte di una comunità di cui dobbiamo essere orgogliosi”, ha sintetizzato il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ripercorrendo la nascita del settimanale.

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