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Il Nobel per la medicina alla lotta contro i tumori
02.10.2018

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ll Premio Nobel per la Medicina 2018 è stato assegnato ieri dal Karolinska Institut di Stoccolma di Svezia a James P. Allison e a Tasuku Honjo.

 

Le ricerche dei due scienziati sono state fondamentali nella lotta contro i tumori, perché per la prima volta hanno portato alla luce i meccanismi con i quali le cellule del sistema immunitario attaccano quelle tumorali.

Allison ha aperto la via a queste ricerche studiando le proteine che funzionano come un freno del sistema immunitario e intuendo le loro grandi potenzialità: manipolando il loro freno naturale sarebbe stato possibile aggredire i tumori con nuove armi.

Honjo ha segnato un altro passo lungo questa nuova strada scoprendo una proteina delle cellule tumorali che funziona anche come un freno, ma con un meccanismo d’azione diverso rispetto a quelli noti fino a quel momento.

Entrambe le scoperte hanno portato a nuovi approcci per la terapia contro i tumori e stanno svelando risultati molto promettenti.

“La vera soddisfazione – ha spiegato Honjo dopo l’assegnazione del premio – per me è incontrare pazienti che sono guariti grazie alle mie ricerche”

Honjo nella sua carriera accademica ha collaborato anche con l’italiano Ifom Istituto Firc di Oncologia Molecolare.

“Quello che mi colpisce di Honjo – ha dichiarato Stefano Casola, dirigente e ricercatore Ifom – è che pur essendo completamente cosciente del valore della sua scoperta è più interessato non tanto all’efficacia dell’anticorpo, quanto al meccanismo con cui sta reagendo l’organismo a questi trattamenti, che non sono scevri da effetti collaterali. Per questo spende molto tempo a seguire i trial clinici, confrontandosi con gli oncologi per cercare di mettere in risalto le complicanze e il riconoscimento dei segnali, in modo da modulare o sospendere temporaneamente la terapia per evitare che si scatenino malattie autoimmuni o resistenza alla terapia. La frontiera prossima della sua ricerca verterà proprio sull’identificazione di questi meccanismi di resistenza e delle complicanze per cercare di ridurle al minimo”.

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