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Chiarimenti su spese per attività di promozione
12.10.2018

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D: Sono un revisore di una sede provinciale. 

Mi sono confrontato con molti avisini di varie parti d’Italia, ma ho aumentato i miei dubbi.

La domanda è banale, ma dai risvolti complessi. Il rimborso che la ASL ci eroga per ogni donazione come può essere speso? quale è la normativa di riferimento?

E’ chiaro che può essere speso per le spese della sede ed eventuali attività di promozione, ma quale è il limite che distingue l’attività di promozione da altro?

Per esempio possiamo spendere soldi per “gite sociali”, “pranzi” e altre attività ludiche riservate ai soci? 

 

 

R: E’ una questione che periodicamente emerge. Va evidenziato che i rimborsi effettuati dalle ASL alle Avis sono rimborsi dei costi sostenuti dall’associazione per la propria attività associativa. o attività di raccolta. E’ quindi evidente che se le Avis volessero sostenere costi per attività del tipo di quelle indicate, correrebbero il rischio che in sede di verifica da parte dell’ASL tali costi, qualora non venisse dimostrata la loro rilevanza ai fini promozionali, potrebbero essere disconosciuti quali costi riconducibili a rimborsi delle attività svolte dall’Associazione. A tal proposito segnalo che il Direttore dell’Ufficio 7-Trapianti, sangue ed emocomponenti della Direzione generale della Prevenzione Sanitaria – Ministero della Salute, Dott.sa Maria Rita Tamburrini, con sua mail del 1/12/2016, ha trasmesso l’elenco delle voci incluse nella definizione dei costi finalizzata alla definizione delle quote di rimborso per le attività associative e per le attività di raccolta. Tale elenco, che figura alla pagina 2553 del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 7 del 16/1/2017, indica, per la quote di rimborso per le attività  associative, questi costi:

  1. a) Costi per l’attività di chiamata, con particolare riferimento agli strumenti utilizzati per la chiamate (telefonate, SMS, cartoline, ecc.)

b.) Costi per le iniziative di promozione

  1. c) Costi per la formazione del personale dell’Associazione
  2. d) Costi per i materiali informativi e per la comunicazione ai donatori
  3. e) Costi di funzionamento dell’Associazione (utenze, affitto quote associative assicurazione terzi dei volontari)
  4. f) Costi generali dell’Associazione, con particolare riferimento a costi della vita associativa (benemerenze escluse), Dotazioni informatiche, personale e relativa assicurazione.

Come si vede, le attività sopra indicate non sono comprese in questo elenco. L’unico suggerimento che posso dare è che in ognuno di tali iniziative sia presente un momento in cui fare formazione od illustrare argomenti relativi alla donazione del sangue a tutti gli intervenuti, in modo che l’attività non sia semplicemente un momento ludico, ma possa essere considerata un’attività di formazione per gli attuali donatori e di promozione per chi ancora non lo è

Giorgio Dulio

Tesoriere AVIS NAZIONALE

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